Natron, il lago africano che trasforma gli animali in statue

A causa delle alte temperature e della forte concentrazione di sale le sue acque calcificano i corpi

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Quello del lago Natron, nel nord della Tanzania è un fenomeno tanto lugubre quanto basato su solide spiegazioni scientifiche. Decine di animali, ogni anno, muoiono avvelenati dalle sue acque, rimanendo come pietrificati sulla sua superficie o sui rami degli alberi nella sua prossimità. L'evento è stato immortalato, in un fortunato portfolio, dal fotografo inglese Nick Brandt che dopo aver scoperto fenicotteri, aquile, pipistrelli e altri uccelli completamente fossilizzati, ha sostenuto “non potevo più aiutarli, ma potevo fotografarli”. I volatili erano infatti rimasti vittime del letale mix termochimico delle acque del Natron, capaci di raggiungere temperature di 120 gradi Fahrenheit e livelli di salinità così elevati da rappresentare un vero e proprio veleno per la maggior parte degli animali che vi si recano per nidificare o per cibarsi delle alghe che vi crescono dentro.

Il lago Natron in Tanzania

Il terribile segreto del lago Natron

Un nutrimento pericoloso perché contiene natron, il composto che dà il nome al lago e che è formato principalmente da carbonato di sodio proveniente dalla cenere vulcanica della Great Rift Valley. È questa serie di combinazioni che provoca la morte degli animali e che li rende simili a statue. Più recentemente il Lago Natron è stato immortalato dal satellite Landsat8 della Nasa che ha mostrato al mondo il suo sorprendente colore stagionale: uno scarlatto acceso. Un pigmento, spiega il NASA's Earth Observatory, tipico degli Halobacteria, microrganismi che sfruttano gli habitat ad alta concentrazione salina, resi più visibili dal ciclico abbassamento delle acque.

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