Legambiente, 4 mosse per combattere l’emergenza rifiuti a Roma

L'organizzazione ambientalista prova a indicare la strada per fronteggiare le difficoltà che stanno affliggendo la Capitale

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A Roma continua l’emergenza rifiuti e Legambiente scende nuovamente in campo per suggerire in quattro punti le possibili soluzioni alle difficoltà che stanno affliggendo la Capitale. L’organizzazione ambientalista è tornata a ribadire una serie di proposte che già erano state avanzate nell’estate del 2016. Come si può leggere sul suo portale, Legambiente propone un’estensione della raccolta differenziata “porta a porta” in tutta la città. Nell’ultimo anno e mezzo, infatti, questo servizio non sarebbe aumentato neanche di un’utenza. In secondo luogo, l’organizzazione suggerisce la costruzione di 10-15 impianti anaerobici finalizzati alla gestione dei rifiuti organici e destinati alla produzione di biometano.

Rifiuti abbandonati

Puntare sulle isole ecologiche e chi inquina paga

Nella capitale l’organico costituisce il 30% del totale dei rifiuti. Oltre a impianti di smaltimento di questo tipo, Legambiente parla anche di costruzione di centri del riuso, in pratica una anticipazione delle isole ecologiche, in cui i rifiuti vengano intercettati prima che divengano tali in modo tale che possano essere riciclati e “alimentino in maniera legale il mercato dell’usato”. Infine, l’organizzazione propone l’applicazione della “tariffa puntuale”, basata sul principio: chi inquina paga. Questo tipo di tariffazione è già attiva in altri comuni più piccoli come Parma. La regione Lazio ha già legiferato in merito nell’agosto 2016. A Roma il compito di rendere la norma effettiva.

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