Le allergie ai pollini, un problema sempre più diffuso: tutti i dati, le cause e i rimedi

| Redatto da Anna Maria Girelli Consolaro

Primavera, stagione dei pollini. Ormai si tratta di un binomio sempre più stretto. Un binomio che però, negli ultimi anni, rischia di risultare riduttivo. Da una parte, infatti, il numero delle persone allergiche in Italia aumenta sempre più, dall’altra i periodi di fioritura si allungano a vista d’occhio. Ecco, dunque, che l’allergia si staglia come uno dei problemi principali per la salute della nostra popolazione. Onde capire la portata del fenomeno, nonché le cause e i rimedi, abbiamo intervistato il Dott. Renato Ariano, rinomato allergologo (da più di trent’anni si occupa di campionamento pollinico), già primario di Medicina interna e responsabile della sezione di aerobiologia dell’AAITO (Associazione Allergologi ed Immunologi Territoriali ed Ospedalieri). Autore di numerosissime pubblicazioni scientifiche inerenti il tema delle allergie (molte delle quali si possono trovare sul suo sito, www.pollinieallergia.net), il Dott. Ariano ha recentemente scritto il libro Il vento è un’autostrada per pollini- Viaggio avventuroso di un polline inquieto (Edizioni Leucotea), moderna favola capace di spiegare ai bambini il mondo delle allergie (i proventi sono stati interamente devoluti a Federasma).

Dott. Ariano, il problema delle allergie colpisce oggi un numero davvero elevato di italiani. Possiamo fare una quantificazione?

"Attualmente si stima che gli allergici in Italia rappresentino il 30-35% della popolazione: parliamo di oltre 20 milioni di persone. Il 60% di questi allergici manifesta reazioni agli acari, il 40% alle graminacee, il 35% alla parietaria, il 30% al cipresso; tra gli allergeni più comuni ci sono poi la betulla, il nocciolo, il faggio e l’olivo. Naturalmente si può essere allergici a più fattori contemporaneamente. In teoria, una persona può risultare sensibile (si parla di “sensibilizzazione” nel momento in cui i sintomi non sono ancora manifesti, n.d.r.) a qualsiasi pianta (dalle graminacee, ai cipressi, alle palme fino agli eucalipti)". 

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Quali sono i sintomi principali da reazione allergica?

"I sintomi accusati dai pazienti riguardano principalmente gli occhi (prurito, lacrimazione, congiuntivite), il naso (starnutazione, rinorrea, ostruzione), i bronchi (tosse secca e stizzosa, affanno, sibili, asma), la cute (prurito, arrossamenti, eczema, orticaria) e il sistema gastroenterico (crampi, nausea, vomito, diarrea). Possiamo anche riscontrare una riduzione dell’olfatto e del gusto, oltre a insonnia, stanchezza e irrequietezza".

Ci può evidenziare i principali allergeni che in Italia si presentano nel periodo primaverile?

"La principale causa di pollinosi in Italia è costituita dalle graminacee: piante che, al Nord, raggiungono circa il 75% di prevalenza (60% al Centro, 40% al Sud e Isole). Le graminacee sono rappresentate da almeno centoventi specie, tra cui molti generi di cerali: i granuli presentano dimensioni cospicue e la fioritura va da aprile a settembre. Poi viene la parietaria: la sua fioritura, generalmente compresa tra marzo e ottobre, risulta pressoché perenne al Sud e nelle Isole, con intensità massima tra maggio e giugno. Negli ultimi anni, però, si è rilevato un notevole incremento dei pollini di parietaria anche al Nord. Le sue caratteristiche sono quelle di determinare più frequentemente crisi asmatiche e di avere un periodo di manifestazioni cliniche assai elevato. Abbiamo quindi le composite: piante erbacee con fiori riuniti in infiorescenza a capolino, fioriscono da luglio a settembre. Tra quelle di maggior interesse, troviamo l’artemisia (nota pianta infestante, presente lungo le strade e nei luoghi incolti; presenta crossreattività verso le altre specie della stessa famiglia) e l’heliantus. Ricordo infine le betullacee (fioritura da gennaio a maggio, comprendono circa centocinquanta specie di alberi e arbusti), le oleacee (fioritura da maggio a giugno; in Liguria e al Centrosud la più temuta responsabile delle sensibilizzazioni è l’olea europea) e le cupressacee (fioritura da febbraio a fine marzo, con anticipi a gennaio e continuazioni fino ad aprile. Negli ultimi anni in Liguria si è registrato un aumento dei soggetti allergici al cipresso a causa delle recenti politiche di rimboschimento intensivo oltre che delle piantagioni per motivi ornamentali in parchi e giardini)".

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Ultimamente, in ambito allergologico, si sta diffondendo sempre più il concetto di “crossreattività”. Proprio lei ne parlava, poco fa, a proposito dell’artemisia. Di cosa si tratta?

"La crossreattività (o allergia crociata) si verifica allorché alcune persone, allergiche a determinati pollini, reagiscono anche a certi cibi. Ci sono vere e proprie correlazioni tra alcune piante e alcuni cibi (ad esempio, chi è allergico alla parietaria, spesso lo è anche al basilico; chi ha reazioni nei confronti della betulla, spesso le ha anche quando mangia mele o pesche, etc.)".

Come si manifestano queste allergie alimentari?

"Possiamo avere gonfiore alle labbra, al volto, alla lingua o alla gola, eruzioni cutanee (orticaria), prurito o eczema, congestione nasale o problemi respiratori, ma anche una vasta gamma di disturbi gastrointestinali".

Andiamo ora all’origine del problema. Quali sono le cause di questo vertiginoso aumento di allergie?

"Tra i fattori più recenti c’è senz’altro l’inquinamento e, in generale, lo sviluppo industriale. Non a caso, infatti, in Italia, così come in tutti i Paesi occidentali, il fenomeno dell’allergia è in forte aumento. Se oggi in Italia è colpito il 30-35% della popolazione, quarant’anni fa era interessato soltanto il 10%. I gas di scarico delle macchine con motori diesel, le industrie e gli impianti di riscaldamento predispongono infatti alle sensibilizzazioni allergiche. I fattori inquinanti determinano flogosi della mucosi bronchiale e rendono più aggressivi gli stessi pollini".

Possiamo includere tra le cause di questo incremento anche i cambiamenti climatici?

"Certo. Le mutazioni del clima, unite all’inquinamento, rappresentano un mix davvero pericoloso, soprattutto nelle aree urbane. I cambiamenti climatici hanno determinato negli ultimi trent’anni un aumento della temperatura globale e, di conseguenza, un anticipo delle fioriture. Intervalli di fioritura prolungati causano periodi più lunghi di allergie. A questo si aggiunge poi l’incremento dell’umidità dell’aria, cosa che facilita la proliferazione di spore fungine, note per causare forti attacchi d’asma".

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Quali sono i soggetti più a rischio?

"I figli di allergici hanno maggiori probabilità di manifestare allergie: vanno quindi monitorati con test appositi sin dalla più tenera età. Attualmente, però, si sta verificando anche un fenomeno molto particolare: molti dei nostri ultrasessantacinquenni, pur non essendo stati allergici da giovani, manifestano i sintomi durante la terza età. Ciò è dovuto al fatto che, oggi, essi sono molto più attivi rispetto ai loro coetanei di un tempo: fanno sport e attività fisica all’aperto. Questo li espone maggiormente al contatto con i pollini, che va a sommarsi all’aumentata presenza degli acari nelle case moderne (le nostre abitazioni sono in generale poco “igieniche” per quanto riguarda le allergie, perché “sigillate” e molto umide: le case ideali sono quelle più ventilate e maggiormente esposte al sole)".

Di quali terapie disponiamo oggi per contrastare le allergie?

"Innanzitutto occorre fare una buona prevenzione. Ottimi i test cutanei sui bambini che si sa essere più predisposti in quanto figli di genitori allergici. Agli adulti, invece, consiglio di cogliere precocemente i primi segnali di possibili allergie (naso chiuso, occhi che prudono, etc.). Tra le terapie preventive ci sono gli antistaminici e gli antileucotrienici, nei casi più gravi il cortisone: tutti farmaci che, nell’arco di un breve periodo, possono risolvere rapidamente il problema. C’è poi il vaccino desensibilizzante che, dato quattro o cinque mesi prima della stagione pollinica, fornisce gli anticorpi bloccanti in grado di contrastare la malattia: di solito tre anni di somministrazione sono sufficienti a risolvere il problema in un individuo). Si tratta di vaccini sia sottocutanei che orali. Purtroppo l’Italia, non distribuendo gratuitamente questo tipo di farmaci (come invece viene fatto all’estero), è uno dei Paesi dove i vaccini desensibilizzanti risultano meno utilizzati".

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Può dare qualche consiglio pratico agli allergici?Ce ne sono molti. Non uscire, per esempio, nelle giornate ventose e nelle ore più calde: in questi momenti, infatti, la concentrazione di pollini è maggiore. Usare le mascherine durante i lavori all’aperto e in giardino; fare la doccia e lavare i capelli frequentemente; evitare i viaggi in auto o in treno con i finestrini aperti; utilizzare autoveicoli con aria condizionata e filtri d’aerazione anti-polline; evitare tappeti, moquette, tappezzerie e tendaggi, dove si depositano pollini e polveri difficili da rimuovere. È utile anche evitare di uscire all’aperto subito dopo un temporale: l’acqua, infatti, rompe i granuli pollinici in frammenti più piccoli che raggiungono facilmente e più in profondità le vie aeree. In ogni caso, come dico sempre ai miei pazienti, una buona dose di prevenzione, unita a un sano buon senso e alle giuste terapie, può fare miracoli”.

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