La "Montagna Arcobaleno" minacciata dalle industrie estrattive e dai rifiuti

Tra le mete più gettonate dai turisti di tutto il mondo, il monte svetta con tutta la sua caleidoscopica bellezza nel cuore del Perù

| Redatto da Anna Maria Girelli Consolaro

Una montagna di colori e bellezza: rocce che, maestose e caleidoscopiche, si stagliano contro gli azzurrissimi cieli del Perù. Da sempre meta incontrastata di turisti e curiosi, la “Montagna dai Sette Colori” è oggi in grave pericolo: è stata infatti data in concessione per scopi estrattivi a una compagnia straniera. Fortunatamente, in seguito alle proteste della popolazione del luogo, il governo ha annunciato che il monte sarà preservato. Il timore però non svanisce del tutto.

La celebre montagna deve la sua notorietà al suo volto lunare, reso coloratissimo dagli ingenti depositi di minerali presenti nel terreno. Rappresenta uno tra i motivi principali per cui i turisti decino di recarsi in Perù. Sulle mappe geografiche è segnata come Montaña Vinicunca, ossia- nella lingua locale quechua - “Montagna dai Sette Colori”. Gli abitanti del luogo la conoscono però anche come Montaña Arcoiris (montagna arcobaleno) o Montaña Colorada (montagna colorata). Questa meraviglia della natura, che si trova si trova al confine tra Pitumarca e Cusipata, a circa 100 chilometri da Cusco, in Perù, svetta in alto per 5.100 metri.

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Foto: iStock/Getty Images

Nel 2010 la “Montagna Arcobaleno” è entrata a far parte del Patrimonio nazionale dell'umanità. Un onore più che meritato. Un riconoscimento che, tuttavia, non è bastato a fermare la sete di guadagno delle autorità locali. Dal marzo 2018, infatti, l’Istituto geologico, minerario e metallurgico (Ingemmet) ha dato la “Montagna dai Sette Colori” in concessione a scopo estrattivo alla compagnia mineraria Minquest Perú.
Una notizia drammatica, laddove si pensi che la zona era già stata in passato danneggiata a causa dell’accumulo di rifiuti solidi abbandonati dai turisti. In seguito alla diffusione di tale notizia, la popolazione locale ha sollevato non poche polemiche e critiche. Risultato: il governatore Edwin Licona ha comunicato la sua decisione di rinunciare alla licenza.
A ratificare il tutto sono arrivate anche le parole del presidente Martín Vizcarra che, pochi giorni fa, su Twitter ha annunciato: “La montagna dei sette colori, importante area di conservazione naturale, sarà preservata, è nostro dovere salvaguardare e proteggere una bella creazione della natura situata a Cusco, patrimonio culturale dell'umanità”. Per ora, i turisti possono dunque continuare a godersi questo spettacolo della natura davvero mozzafiato.

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