L’eccezionale nevicata del Centro Italia

Il meteorologo Andrea Giuliacci spiega le cause dell'eccezionale ondata di gelo e neve che ha colpito le regioni centrali ed in particolare Abruzzo e Marche

| Redatto da Andrea Giuliacci

Un gennaio con tantissima neve sul versante adriatico del Centro Italia, specie nell’ultima settimana. A causare le abbondanti nevicate che tra il 15 e il 19 gennaio hanno interessato Marche e Abruzzo è stata una particolare configurazione meteo, in cui una vasta area di alta pressione che dal Medio Atlantico si estendeva fino alla Scandinavia ha circondato e in pratica intrappolato un centro di bassa pressione sul Basso Tirreno. Da questa posizione il vortice depressionario come un ingranaggio ha continuato a risucchiare aria gelida da nord e correnti più miti e umide da sud: masse d’aria molto differenti che si sono scontrate per giorni sempre in prossimità delle medesime zone, ovvero sud delle Marche e Abruzzo, creando in queste aree la ricetta perfetta per continue e insistenti bufere di neve.

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In questo caso non si può parlare di Adriatic Sea Effect che è stato responsabile delle nevicate abbondanti intorno all’Epifania: la dinamica in quell'episodio infatti era diversa perché il motore di tutto era il centro di bassa pressione sul Basso Tirreno e il conseguente scontro tra masse d’aria dalle proprietà termiche e igrometriche (umidità) differenti sul Medio Adriatico.

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Ma è stato davvero un evento eccezionale, paragonabile a quello del 2012 e quindi tra i più intensi degli ultimi 100 anni? Poiché l’inverno non è certo finito dovremo attendere per i bilanci finali e come conferma anche l’esperto nivologo Massimiliano Fazzini, professore dell’Università di Ferrara e Camerino, le misurazioni del manto nevoso sono ancora in corso, per cui è presto per fornire dati certi.

Tuttavia un’analisi preliminare sembra confermare quanto sia difficile generalizzare: mentre in alcune zone infatti la quantità di neve caduta si può davvero considerare eccezionale, in altre l’evento appare al momento tutt’altro che anomalo. In particolare un confronto con il 2012, che è l’annata della neve record nelle regioni centrali adriatiche con l’inverno più nevoso in circa 100 anni, mostra come nel Montefeltro (e quindi nella parte più settentrionale del medio versante adriatico) attualmente la neve caduta sia di molto inferiore a quella che si è vista nel 2012 (circa il 70% in meno), mentre nella Marsica se ne osserva già tanta quanta quella caduta 5 anni fa e addirittura nel Pescarese e nel Teatino il manto nevoso ha oramai superato quello osservato nel 2012.

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