Italia sempre più a rischio frane e alluvioni: è quanto emerge dal nuovo rapporto Ispra

Presentata l’edizione 2018 del Rapporto “Dissesto idrogeologico in Italia”. Il 91% dei comuni è a rischio, 40mila monumenti si trovano in zone alluvionabili

| Redatto da Anna Maria Girelli Consolaro

Un quadro preoccupante. Se già la situazione negli anni precedenti era grave, il 2017 fa registrare dati allarmanti. Ben il 91% dei comuni italiani è a rischio idrogeologico. Più di 3 milioni di famiglie risiedono in zone ad alta vulnerabilità. In 9 regioni il 100% dei comuni rischia il dissesto idrogeologico, in altre 6 regioni le località in pericolo vanno dal 90 al 100%. L’edizione 2018 del Rapporto “Dissesto idrogeologico in Italia”, a cura dell’Ispra, è stata presentata il 24 luglio alla Camera dei Deputati.

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Ne esce la mappa di un’Italia con un maggior numero di comuni a rischio nel 2017 a confronto del 2015: il 91% contro il precedente 88%. Il 16,6% del territorio nazionale si trova in una situazione di pericolosità, sia a causa di possibili frane che di possibili alluvioni: parliamo di zone ampie fino a 50mila km quadrati.
Per quanto riguarda gli edifici, il 4% (più di 550mila) si trova in aree a pericolosità di frana elevata o molto elevata, mentre il 9% (oltre 1 milione) è situato in zone alluvionabili.
In totale, gli italiani che risiedono in territori vulnerabili sono più di 7 milioni: di questi, oltre 1 milione abita in zone a pericolosità di frana elevata o molto elevata. La porzione di territorio potenzialmente allagabile, rispetto al 2015, è aumentata di ben il 4%.

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Foto: ANSA

Non solo alluvioni, ma anche frane. Aumenta l’estensione delle aree soggette a frane (rispetto al 2015, si registra un aumento del 2,9%). Le fabbriche, le industrie e le aziende di servizi collocati in aree a pericolosità di frana elevata o molto elevata sono circa 83mila, per un totale di ben 217mila lavoratori a rischio. Non si salva, purtroppo, nemmeno il patrimonio culturale: quasi 38mila beni culturali italiani si trovano in zone a rischio frana. Circa 40mila monumenti, invece, si trovano in zone a rischio inondazione. Uno scenario drammatico: basti pensare che, per quanto riguarda proprio i beni culturali, eventuali danni sarebbero, oltre che inestimabili, anche irreparabili.

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