Inquinamento: il Pm10 torna a superare la soglia limite al Nord

Con il tempo stabile e l'assenza delle piogge peggiora gradualmente la qualità dell'aria

| Redatto da Judith Jaquet

Dopo una fase piuttosto prolungata di tempo stabile al Nord è tornata a peggiorare in modo significativo la qualità dell’aria. Dopo alcuni giorni con valori di Pm10 al di sotto della soglia limite di 50 μg/m3 , l’assenza di piogge e i venti deboli hanno favorito l’accumulo delle sostanze inquinanti nei bassi strati. I dati delle Arpa regionali relativi alla giornata di mercoledì 4 ottobre ci mostrano valori elevati di Pm10 in Val Padana: in particolare a Cremona sono stati raggiunti ben 87 μg/m3 e a Milano 86. Qualità dell'aria molto scadente anche nelle città di Veneto, Piemonte e della pianura emiliana centrale.

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La qualità dell'aria nelle grandi città sarà influenzata come ogni anno dell'accensione del riscaldamento nelle abitazioni. Traffico e riscaldamento domestico sono infatti i principali responsabili dell'aumento delle polveri sottili. 
Le regole per l’accensione dei riscaldamenti centralizzati in autunno e in inverno sono disciplinate dalla legge 10 del 1991 sul risparmio energetico. Questa norma suddivide il nostro Paese in 6 zone climatiche e per ciascuna zona è stabilito l’intervallo di tempo in cui è possibile accendere il riscaldamento sia condominiale che autonomo. Per la Pianura Padana, zona climatica E, e alcune città del Centro-sud come Campobasso, Perugia, Potenza ed Enna il riscaldamento centralizzato si può accendere dal 15 ottobre al 15 aprile, per un massimo di 14 ore al giorno. Per la zona climatica D, che contiene città come Roma, Genova, Firenze, Ancona, Livorno, il riscaldamento si può accendere dal 1° novembre al 15 aprile, per 12 ore al giorno. Nella zona C, in cui sono compaiono città come Napoli, Bari e Cagliari, gli impianti si possono accendere dal 15 novembre al 31 marzo per 10 ore al giorno. Di norma, gli impianti vanno accesi dopo le 5 del mattino e spenti entro le 23.

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L’alta pressione porta con sé alcune insidie che, soprattutto nelle grandi città, possono contribuire a un peggioramento della qualità dell'aria. Quando la colonna d’aria sopra la nostra testa esercita un peso maggiore, come capita appunto nelle giornate di alta pressione, l’umidità e le tante particelle contenute nell'atmosfera vengono premute verso il basso e costrette a rimanere concentrate in prossimità del suolo, dove quindi inevitabilmente la qualità dell’aria, giorno dopo giorno, peggiora. Ma quali sono gli inquinanti più pericolosi che si possono trovare nelle nostre città? Tra le sostanze principali vanno considerate senz'altro il biossido di zolfo, gli ossidi dell’azoto, l’ozono e le polveri sottili. Le più temibili sono probabilmente le polveri sottili, particelle di pulviscolo dalle dimensioni molto ridotte e proprio per questo in grado di insinuarsi facilmente nelle vie respiratorie.

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