I giorni della merla

Sono considerati i giorni più freddi dell'anno per un'antica tradizione, ma in realtà...

Il mese di gennaio viene considerato, statisticamente, il più rigido dell’anno a livello climatico e su scala nazionale. Definito per eccellenza il “mese del freddo”, negli ultimi anni e forse anche negli ultimi decenni, questo mese ci ha abituati a vivere alcune parentesi con un clima decisamente più clemente, anticipando quasi l’imminente arrivo della primavera.
E in queste circostanze, l’occhio attento dell’uomo di campagna nel  corso del tempo ha osservato che, così come in agosto è presente il seme dell’inverno, così impercettibilmente in gennaio la natura accenna a ridestarsi, soprattutto se il clima si fa più gradevole.

L’apparizione di alcuni fiori o animali, che approfittano  di una parentesi più mite, non ci devono però trarre in inganno. Si tratta di comportamenti fuori stagione della natura, che si esauriscono nel giro di qualche giorno, facendoci ripiombare improvvisamente nella cruda realtà invernale. Non a caso alla fine di gennaio vengono ricordati i famosi “giorni della merla”. Secondo l’antica tradizione popolare i giorni 29, 30 e 31 sarebbero i più freddi dell’anno anche se, dal punto di vista climatologico italiano, il periodo in assoluto più freddo cade a cavallo tra la seconda e la terza decade di gennaio e per alcune zone del Sud Italia anche più avanti, tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio.

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La leggenda narra che, tanto tempo fa, quando i merli erano bianchi, accadde che una merla, per ingannare gennaio che regolarmente la maltrattava con il freddo e il cattivo tempo, decise di restare nascosta con tutta la sua famiglia. Uscì solo l’ultimo giorno del mese, che allora durava 28 giorni, deridendo gennaio per essere riuscita a sottrarsi alla sua gelida morsa. Gennaio, infuriato, chiese a febbraio 3 giorni in prestito e scatenò una tempesta di neve e gelo, costringendo l’incauta merla a ripararsi dentro un camino diventando, da allora, più cauta e con le piume nere.

Quest’anno la tradizione verrà rispettata? Da metà settimana l’alta pressione tenderà leggermente a indebolirsi con conseguenti infiltrazioni di aria più umida da Ovest, che renderanno più diffusi gli strati di nubi basse nel settore della Val Padana, sull’alto Adriatico e nel settore tirrenico fino alla Campania. Le nubi saranno accompagnate da piogge brevi e occasionali su Liguria, Toscana e Veneto. Sul resto dell’Italia preverrà un cielo poco nuvoloso. La maggiore presenza di nubi basse impedirà la formazione delle nebbie. La massa d’aria rimarrà mite, ma nelle zone interessate da nuvolosità le massime tenderanno a calare di 1-3 gradi. Fino a fine mese non si prevede l’arrivo di perturbazioni, fatto che aggrava ulteriormente la situazione di estrema siccità che sta interessando soprattutto il Nordovest.

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Pubblicato da meteo.it il 25 gennaio 2016

Redatto da Rino Cutuli

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