Il piano per “ricongelare” il Polo Nord e i ghiacciai prende il via in Svizzera

Un team scientifico proverà a rallentare lo scioglimento di un piccolo ghiacciaio elvetico utilizzando la neve artificiale: una tecnica che si spera di poter poi applicare ad ambienti più vasti

| Redatto da Meteo.it

Tutto era iniziato con un annuncio, lo scorso febbraio, dell'astrofisico Steven Desch su “Earth's Future”, nel quale lo scienziato proponeva di “ricongelare” l'Artico usando 10 milioni di pompe galleggianti alimentate dal vento per spruzzare acqua sul ghiaccio, in modo da farne aumentare lo spessore. Ora il piano, lievemente modificato, potrebbe diventare realtà, partendo da un esperimento su scala più ridotta. Un team di scienziati della Utrecht University, guidato da Johannes Oerlemans, tenterà infatti di preservare un piccolo ghiacciaio posto ai piedi della località svizzera di Diavolezzafirn, nei mesi più caldi, spargendo neve artificiale. Se l'operazione avrà successo, verrà applicata anche al più imponente ghiacciaio Morteratsch, che retrocede di 30 metri ogni anno.

Il ghiacciaio di Morteratsch

Strategia contro i cambiamenti climatici

L'esperimento, che ha un costo di circa 100mila dollari, è stato finanziato dagli stessi abitanti del luogo, che vogliono mettere in salvo un simbolo della loro terra, alla base anche di gran parte del proprio flusso turistico. Anche i ghiacciai svizzeri, una delle principali attrazioni ambientali del territorio, sono infatti minacciati dai cambiamenti climatici.

Il meccanismo del test

Per salvare il ghiacciaio di Diavolezzafirn si sparerà neve artificiale, nella speranza che il manto possa mitigare la riflessione dei raggi solari e rallentare lo scioglimento. Se il test funzionerà, la strategia potrebbe essere adottata per preservare altri ghiacciai in pericolo.

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