El Nino, ritorno possibile nella seconda metà del 2017

Dopo l'intenso evento del 2015-2016, la WMO avvisa: quest'anno potrebbe tornare il Nino

| Redatto da Meteo.it

La possibilità di ritorno del Niño quest'anno sarebbe tra il 50 ed il 60%. A comunicarlo è l'Organizzazione Meteorologica Mondiale con un aggiornamento sul fenomeno del Niño, l’anomalo surriscaldamento della superficie dell'Oceano Pacifico equatoriale che tende a riproporsi ciclicamente  ma con episodi non regolari. Questo fenomeno è motore di cambiamenti del clima e dell'intensità dei fenomeni meteorologici in molte aree del mondo. Secondo i modelli, approvati da esperti di tutto il mondo, le condizioni resteranno neutrali fino a giugno mentre nella seconda metà del 2017 sarebbe più probabile il ritorno del Niño. In realtà gli indicatori attuali sono ancora troppo deboli, tanto da rendere questa previsione molto incerta e per questo non è da escludere che nelle prossime settimane possa essere smentita.  
El Niño si alterna con il fenomeno opposto, conosciuto come La Niña. "Alla fine del 2016 - spiegano gli esperti della WMO - le anomalie registrate facevano pensare ad un avvio della Niña, ma a gennaio del 2017 le condizioni atmosferiche e le anomalie termiche della superficie dell'oceano Pacifico equatoriale sono cambiate. Le temperature dell'Oceano Pacifico più orientale sono state di ben 2°C oltre la media durante i mesi di febbraio e marzo provocando piogge intense e venti forti (alisei) sull'arcipelago delle Galapagos e sulle coste di Ecuador e Perù. Questo riscaldamento localizzato, noto come "El Niño costiero", nonostante sia un fenomeno diverso e generalmente meno intenso del più noto El Niño, ha avuto ricadute di pari intensità."

Conseguenze del Nino/Nina su clima, natura ed economia

In condizioni "normali" i venti alisei spingono verso ovest l'acqua superficiale più calda
In condizioni "normali" i venti alisei spingono verso ovest l'acqua superficiale più calda
Durante El Nino i venti alisei vengono sostituiti da venti occidentali che spostano ad est l'acqua superficiale più calda
Durante El Nino i venti alisei vengono sostituiti da venti occidentali che spostano ad est l'acqua superficiale più calda
Anomalia termica della superficie degli oceani e mari del Mondo
Anomalia termica della superficie degli oceani e mari del Mondo

Stiamo ancora facendo i conti con gli strascichi dello scorso episodio del Nino, avvenuto tra il 2015 ed il 2016. "Le conseguenze sul clima a livello mondiale - spiega il Direttore della divisione Climate Prediction and Adaptation della WMO Maxx Dilley - sono state devastanti: siccità e alluvioni hanno colpito molte zone del mondo senza dimenticare lo sbiancamento dei coralli e l'aumento delle temperature a livello globale."
El Nino/La Nina sono due tra i tanti fattori che condizionano il clima a livello mondiale. In realtà anche le anomalie termiche della superficie dell'Oceano Indiano, dell'Oceano Atlantico tropicale e dell'Oceano Pacifico sud-orientale sono note per avere ricadute dirette sul clima delle zone adiacenti.  
Globalmente, in ogni caso, dall'inizio del 2017 la temperatura degli oceani del mondo è stata 0,68°C più calda della media del XX secolo. Si tratta di una anomalia che ha reso il primo trimestre dell'anno, il secondo più caldo degli ultimi 138 anni dopo il 2016.
Gli effetti del possibile ritorno del Nino - spiegano gli esperti della WMO - non sono sempre gli stessi poichè dipendono dall'intensità dell'evento, dal periodo in cui si verifica e dall'interazione con altri fattori climatici.

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El Niño: quali conseguenze in Italia?

"Effettivamente - spiega il nostro meteorologo Simone Abelli - i grandi centri di calcolo evidenziano, come scenario più probabile, un nuovo anomalo riscaldamento delle acque del Pacifico equatoriale, ossia il ritorno di El Nino, nella seconda parte di quest'anno. Quindi, a breve distanza dal più potente El Nino mai osservato, avvenuto fra il 2015 e il 2016, siamo nuovamente di fronte a un altro episodio che, vista la sua probabile insorgenza post-estiva, avrà ripercussioni nel periodo autunno-invernale con conseguenze che comunque dipenderanno dalla sua intensità. Chiaramente in Europa e in Italia gli effetti saranno molto più modesti rispetto ad altre zone del globo. Comunque, fra questi effetti ricordiamo ad esempio una maggior piovosità nell'area mediterranea causata da un abbassamento delle correnti perturbate atlantiche e una più elevata probabilità di invasioni gelide da nordest dovute ad una maggior propensione da parte dell'alta pressione russo-siberiana ad estendersi verso l'Europa sud-orientale. Gli eventuali effetti durante le stagioni successive non sono ancora valutabili in quanto dipenderanno non solo dall'intensità, ma anche dalla durata di questo episodio di El Nino le cui caratteristiche saranno più chiare nei prossimi mesi."

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