Ambiente, il bruco che “mangia” la plastica

Secondo alcune ricerche la farfalla Galleria mellonella allo stadio larvale è in grado di degradare il polietilene, materiale plastico tra i più difficili da smaltire

| Redatto da Meteo.it

Dopo il batterio e il fungo mangia-plastica, la scienza rivela che ci sarebbe anche un bruco in grado di distruggere questo materiale. Il timore che gli oceani e la loro fauna muoiano sepolti da un manto di plastica, ha scatenato la corsa verso la ricerca di soluzioni come il recupero e riciclo di questi rifiuti sottratti al mare, o a soluzioni innovative che provengono però dalla natura stessa, come la farfalla Galleria mellonella.

Le capacità di questa larva deriverebbero dalla sua "dieta" a base di cera d'api

Si tratta della comune Camola del miele ed è in grado di degradare il polietilene, il più diffuso tipo di plastica e anche uno dei più difficili da smaltire. Il bruco ha sviluppato questo talento grazie alla cera d'api, sostanza di cui si nutre normalmente. Infatti, le uova vengono deposte negli alveari e le larve crescono sulla cera. Grazie a questa sua “dieta” la farfalla ha sviluppato la capacità di rompere legami chimici simili a quelli presenti nel polietilene.

La scoperta dei ricercatori è avvenuta quasi per caso, quando hanno osservato che le buste di plastica in cui erano conservate le larve erano piene di fori: il 13% della massa della plastica era stata divorata dall'insetto in 14 ore. Evidentemente le larve, in emergenza alimentare, sono riuscite ad adattarsi nutrendosi del composto chimico plastico.

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