Attenzione al gelicidio: dopo la neve aumenta il rischio di ghiaccio nero in Valpadana

Quando la neve si trasformerà in pioggia potrebbero formarsi scivolose lastre di ghiaccio invisibile: massima attenzione su strade e marciapiedi

| Redatto da Meteo.it

Dopo la neve, molte zone d'Italia saranno a rischio gelicidio. La giornata di oggi è stata segnata dalla neve, caduta su molte zone del Centro-Nord. Oltre alle problematiche relative agli accumuli di neve al suolo però c'è da fare molta attenzione anche al gelicidio. Il gelicidio, fenomeno noto anche come "pioggia congelantesi" oggi si è verificato in alcune aree del Centro Italia, ma venerdì potrebbe interessare aree più estese e, in particolare, il rischio sarà molto alto nella pianura emiliana e nella bassa pianura lombarda.
Il pericoloso fenomeno del gelicidio è causato dalla presenza simultanea di due masse d’aria di temperature diverse: in quota sta affluendo aria più mite mentre, in prossimità del suolo, persistono ancora sacche di aria gelida. Alla sua formazione contribuiscono anche la presenza di neve al suolo e le temperature, ancora di alcuni gradi al di sotto dello zero: all’alba di venerdì, infatti, il termometro segnerà -4°C a Torino, -3°C a Bologna, Piacenza e Bergamo, -2°C a Milano, Verona e Rimini.

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Ma che cos'è il gelicidio? È un fenomeno che porta alla formazione di uno strato più o meno spesso di ghiaccio trasparente, omogeneo, estremamente compatto, duro e resistente, nonché liscio che ricopre strade, marciapiedi, alberi, arbusti, cavi elettrici, steli dell’erba. È molto pericoloso in quanto invisibile e molto scivoloso per pedoni, auto e piste di decollo o atterraggio degli aeroporti.
Questo tipo di ghiaccio è noto anche come ghiaccio vetrone, perché dall'aspetto simile al vetro, e a volte come ghiaccio nero, perché, essendo trasparente, lascia intravedere il colore scuro dell’asfalto. La Pianura Padana ma anche le vallate alpine, di solito, ben si prestano alla genesi di questo fenomeno.

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Gelicidio non è un neologismo allarmistico, ecco perché

I termine "gelicidio" ha l'impressione che si tratti di un neologismo coniato dai mezzi di informazione o da siti internet come uno dei numerosi termini allarmistici e sensazionalistici che hanno recentemente preso piede soprattutto online. In realtà, il termine gelicidio è tutt'altro che nuovo: già in latino esisteva la parola gelicidium. La diffidenza nei confronti del termine deriva dalla seconda parte della parola, "-cidio", che ci fa naturalmente pensare per assonanza a parole come omicidio, genocidio o femminicidio.

Anche se in italiano sembra che le parole che terminano in "-cidio" possano avere un'origine comune, e un significato estremamente negativo, l'etimologia di parole come omicidio e gelicidio è completamente diversa. Omicidio, infatti, deriva dalle parole latine homo e -cidium, a sua volta originato dal verbo caedo, che significa, appunto, uccidere. È lo stesso suffisso che troviamo in altri termini legati all'uccisione di persone come genocidio, infanticidio, patricidio eccetera. Gelicidio deriva, invece, dalle parole latine gelu e -cidium, suffisso che in questo caso prende origine dal verbo latino cado, che significa cadere. Lo stesso suffisso si trova, per esempio, nella parola stillicidio che indica, appunto, la caduta di gocce.

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