L’uomo a Plutone, il pianeta (nano) mai visto prima

Mancano ormai pochi giorni all’arrivo a Plutone (il sorvolo è fissato per il 14 luglio) da parte della sonda della Nasa New Horizon. Il pianeta non è mai stato sorvolato, né avvicinato prima d’oggi dall’uomo e dunque risulta una tappa importante nell’esplorazione spaziale. Ma cosa conosciamo di Plutone? Facciamo il punto prima che la sonda ci regali un’immensa quantità di dati che ci racconteranno molte cose in più. 

L’uomo a Plutone, il pianeta (nano) mai visto prima | NEWS METEO.IT

Così potrebbe apparire la superficie di Plutone ad un astronauta che dovesse scendere sulla sua superficie. Un mondo ghiacciato seppur con molti colori. All’orizzonte Caronte, uno dei 5 satelliti e sullo sfondo, lontanissimo il Sole.

Plutone è ciò che rimane di quegli oggetti che chiamiamo planetesimi, ossia corpi rocciosi che avevano iniziato ad ingrandirsi nella zona che sta al di là di Nettuno, l’ultimo vero pianeta. Ma le condizioni in cui si trovava il neo-Plutone (la forza di gravità di Nettuno agiva fortemente su di esso) erano tali da impedirgli di diventare un oggetto di grandi dimensioni e così rimase piccolo, attorniato però da alcuni satelliti: uno, grande, è Caronte e altri più piccoli (al momento ne conosciamo quattro). Plutone e Caronte (e i piccoli satelliti) sono comunque cresciuti fino a diventare dei corpi stabili e nonostante che la loro orbita attraversa quella di Nettuno (tant’è che per un certo periodo dell’anno plutoniano, è Nettuno ad essere più lontano dal Sole che non Plutone) lo scontro o la disgregazione del piccolo pianeta a causa della gravità di quello grande è scongiurata. Plutone comunque, ha una composizione superficiale molto diversa dai pianeta più interni e solidi del sistema solare. A quelle distanze infatti, molte sostanze che più vicino al Sole possono rimanere allo stato liquido o gassoso, laggiù sono solide e sono diventate parte della crosta del pianeta. Un vero spettacolo per la nostra vista.

Ma se dovessimo scendere su Plutone che mondo ci apparirebbe?
Senza dubbio vedremmo un mondo ghiacciato, data la temperatura che si aggira attorno ai – 230°C. Ci sarebbe ghiaccio di acqua, ghiaccio di ossido di carbonio, ghiaccio di metano, insomma tutto ciò che può esistere a quelle distanze, per le temperature esistenti, sarebbe ghiacciato. E a causa di ciò il paesaggio non sarebbe grigio come ci hanno abituato recentemente altri corpi del sistema solare (la cometa Churyumov-Gerasimenco, l’asteroide Vesta e l’altro pianeta nano Cerere), ma con colori vari, come già ci avevano mostrato le immagini riprese dal telescopio spaziale Hubble.

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In questa immagine di Plutone ripresa da Hubble, si possono osservare varie sfumature di colori che indicano un pianeta assai ricco di situazioni diverse. Con l’arrivo di New Horizon le “macchie” prenderanno forma.

Poiché Plutone si avvicina e si allontana molto da Sole, ossia la sua orbita è molto eccentrica, quando si trova al perielio (ossia quando è più vicino alla nostra stella) una parte del materiale della crosta sublima (ossia passa da ghiaccio a gassoso) e va a formare una vera e propria atmosfera che si deposita quando il pianeta ritorna ad essere lontano dal Sole. L’atmosfera ovviamente è estremamente rarefatta, ma a causa della bassa gravità di Plutone essa si estende fin quasi a toccare Caronte. Rarefatta, ma enorme se la confrontiamo con le dimensioni del pianeta stesso.

Ma di cosa sarebbe composta tale atmosfera? Principalmente da azoto (come Titano, il satellite di Saturno), metano e ossido di carbonio e avrebbe una pressione compresa tra i 6 e i 25 milionesimi di quella terrestre.

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Questo disegno mette a confronto le atmosfere di Plutone (a sinistra) con quelle della Terra (a destra). Ovviamente le loro densità sono estremamente diverse. Crediti: Michael E. Summers, New Horizons

Ma sotto l’atmosfera cosa c’è? In altre parole di cosa è composto Plutone? Al momento si possono fare solo ipotesi. Poiché esso ha una densità di circa 2 grammi per centimetro cubo, ossia il doppio della densità dell’acqua, si ipotizza che al suo interno ci debba essere un nucleo roccioso forse ricoperto da un oceano d’acqua e sopra, a copertura generale, una crosta di ghiaccio. Ma sarà New Horizon a confermare o meno questa serie di ipotesi.

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Pubblicato da Meteo.it il 2 luglio  2015
Redattore Scientifico - Luigi Bignami    

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