Una stella troppo vicina ad un buco nero

Una ricerca condotta su un buco nero che si trova in una galassia distante 290 milioni di anni luce dalla Terra ha permesso di osservare cosa succede quando una stella si avvicina troppo ad un buco nero

Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino… diceva un vecchio proverbio ed è quel che è successo ad una stella che si è avvicinata troppo al un buco nero. L’intensa forza di gravità di quest’ultimo infatti, la sta distruggendo. Il fenomeno è stato scoperto da un gruppo di astronomi guidati da Coleman Miller della University of Mariland (Usa). La stella si trova in una galassia che dista 290 milioni di anni luce dal Sole ed è un esempio tra i migliori a disposizione degli astronomi che permette di capire come i buchi neri plasmano l’ambiente che li circonda.

Una stella troppo vicina ad un buco nero | NEWS METEO.IT

In questo disegno viene rappresentato il buco nero e la stella che sta precipitando al suo interno. La lunga cosa rossa è il materiale stellare che viene espulso verso lo spazio esterno. Il grafico mostra l’emissione dei raggi X del fenomeno, la cui interpretazione dice che vi è un’emissione di vento che dal buco nero soffia verso lo spazio esterno.

Il fenomeno è stato scoperto l’anno scorso dal All-Sky Automated Survey for Supernovae che studia l’intero cielo alla ricerca di supernove (stelle esplose) e ad esso venne data la sigla Asassn-14li. Successive ricerche sono state condotte con alcuni telescopi spaziali che studiano l’Universo ai raggi X e nell’arco di alcuni mesi si è riusciti a capire cosa stava succedendo in quel remoto luogo dell’Universo. Quel che è in atto in quella lontanissima galassia è un fenomeno noto come Tidal Disruption Event ossia “evento di distruzione mareale” e si verifica quando una stella si avvicina troppo ad un buco nero. In questo caso la forza di gravità di quest’ultimo può distruggere l’astro facendo sì che una parte della stella venga lanciata letteralmente nello spazio, mentre il corpo principale finisce nel cuore del buco nero. La caduta dà vita ad un fenomeno caratteristico: un brillamento a raggi X che può essere molto potente e durare diversi anni.

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Un disegno che mostra quello che succede ad una stella che finisce tra le “grinfie” di un buco nero. Si tratta di una simulazione realizzata con un computer da parte di James Guillochon dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysiscs e assomiglia in modo sorprendente con quanto si osserva per l’evento Asassn-14li

Spiega Miller: “Il fenomeno non è solamente spettacolare in sé, ma è molto importante perché è un vero e proprio banco di prova per studiare e capire che effetti estremi della forza di gravità. Negli ultimi anni abbiamo osservato una manciata di fenomeni simili, ma questo è senza dubbio il migliore e ci permette di capire cosa succede al buco nero e alla stella che sta per finire al suo interno”. L’emissione di raggi X è data dal materiale che cadendo all’interno del buco nero si riscalda e ciò continua finché la stella supera l’orizzonte degli eventi, la “linea” al di là della quale nulla può più ritornare indietro a causa dell’enorme forza di gravità esistente.

Mentre il materiale precipita verso il buco nero compie delle traiettorie a spirali che formano quello che viene chiamato “disco di accrescimento”, che presenta ancora molti misteri da chiarire. Inoltre si osserva anche una sorta di “vento” che dal buco nero soffia verso l’esterno allontanando una parte del gas della stella. Tuttavia il vento non ha la forza sufficiente per abbandonare il buco nero e quindi ricade verso di esso. Questo insieme di fenomeni sono ancora da capire e interpretare e forse Asassn-14li riuscirà ad chiarirne alcuni.

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Pubblicato da Meteo.it il 23 ottobre 2015

Redattore Scientifico - Luigi Bignami   

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