Plutone.. a bocce ferme

Ecco cosa si è potuto osservare grazie al sorvolo della sonda New Horizons

Dopo la grande infornata di fotografie e informazioni spezzettate giunte dalla Nasa e da vari enti scientifici, sulle immagini e sui primi dati che sono arrivati dalla New Horizons è buona cosa fare un riassunto per capire cosa ha osservato e rilevato. 

Plutone.. a bocce ferme | NEWS METEO.IT

In questa immagine riassuntiva si possono osservare: la grande pianura a forma di cuore (qui non si vede bene il cuore perché l’immagine è tagliata, il cuore lo si vede nella fotografia piccola in alto a destra), un particolare della pianura a maggiore risoluzione dove si osservano poligoni suddivisi da avvallamenti e le montagne che bordano la pianura. Per la loro spiegazione vedi il testo qui sotto.

Partiamo dalla regione di montagne - delle quali alcune cime arrivano a 3.500 metri d’altezza – e dalla pianura che essi bordano, chiamata Tombaugh Regio ( a ricordo di chi scoprì Plutone). Ciò su cui sembra che tutti i geologi siano d’accordo è il fatto che l’intera area sia molto giovane in termini geologici. Perché? Perché la storia dei pianeti e dei satelliti alieni viene “misurata” in base al numero di crateri che essi mostrano. Maggiore è il numero di crateri, più vecchi sono i corpi. Questo perché si parte dall’idea che tutti gli oggetti del sistema solare siano stati bombardati da asteroidi. Se mancano i crateri vuol dire che c’è qualcosa che li cancella.

Sulla Terra ad aver cancellato la maggior parte dei crateri è stata la Tettonica delle zolle, ossia il fenomeno che muove la parte più superficiale della Terra solida, chiamata litosfera. Su Venere, che anch’esso mostra pochi crateri ci sono stati in atto altri fenomeni geologici che ogni 500 milioni di anni circa, ha rifatto completamente il look della superficie del pianeta.

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Le montagne di Plutone ai bordi della pianura a forma di cuore. La loro origine è ancora avvolta dal mistero. In ogni caso pochi sono i crateri presenti.

Se si guarda la superficie di Plutone e Caronte (il maggiore dei suoi 5 satelliti) si vede come su anch’essi manchino i crateri che ci si aspettava per oggetti così piccoli. Invece… ecco immense pianure lisce, catene montuose da far invidia alle Alpi… Dove sono i crateri? Non ci sono, o meglio sono pochi. Dunque anche la superficie di Plutone è giovane. Ma cosa la rende così giovane? La tettonica delle zolle? Sembrerebbe impossibile perché il pianeta è piccolo (circa 2700 km di diametro) e dunque il suo nucleo dovrebbe essersi raffreddato da tempo. Mancando il calore al suo interno viene a mancare l’energia prima della tettonica. E allora? Mistero. Al momento non c’è una risposta. Qualche geologo ha avanzato l’ipotesi che Plutone possa essere ricco di elementi radioattivi che forniscono calore, ma questo non sarebbe sufficiente a produrre tettonica su una crosta solida. In realtà quel calore sarebbe sufficiente per far muovere una crosta di ghiaccio di acqua, metano, ossido di carbonio e azoto, che si suppone possa ricoprire un mare di acqua profondo diverse decine di chilometri. Il ghiaccio si muoverebbe come si muovono le zolle della crosta terrestre, le quali, scontrandosi, darebbero origine a montagne e colline, proprio come quelle osservate. Forse l’analisi delle prossime immagini che arriveranno a Terra permetterà di risolvere l’enigma.

Molto interessante e al contempo enigmatica è il centro della grande pianura a forma di cuore. Una pianura senza crateri che, per questo motivo, non avrebbe avere più di 100 milioni di anni. Essa presenta degli avvallamenti e delle fratture che assomigliano molto a quelle che si formano quando si secca del fango e che suddividono la pianura stessa in poligoni. Essi hanno, mediamente, diametri di circa 20 chilometri. Che siano prodotte dalla contrazione di materiale superficiale o da risalite di materiale da sotto la superficie è ancora tutto da stabilire.

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I poligoni che formano la parte centrale della grande pianura a forma di cuore presente su Plutone. Si osservano gli avvallamenti che suddividono la pianura in poligoni, Alcuni di esse presentano a loro volta delle colline.Altri punti neri indicano aree dove il ghiaccio è sublimato (è passato da ghiaccio a gas).

C’è infine un altro elemento da ricordare: l’atmosfera di Plutone. Essa, composta principalmente da azoto, sembra elevarsi fino a 1600 km dalla superficie. Nella faccia opposte al Sole si spinge oltre in quanto viene trascinata dalla forza del vento solare.

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Pubblicato da Meteo.it il 20 luglio  2015

Redattore Scientifico - Luigi Bignami   

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