Piramidi biancastre su Cerere

Per gli amanti di ufo e civiltà aliene è brodo di giuggiole. Una piramide alta 6.000 m, più di 1.000 metri rispetto al Monte Bianco, si erge misteriosamente in un’area di crateri sulla superficie del pianeta nano Cerere. Attorno ad esso da alcuni mesi sta ruotando la sonda della Nasa Dawn che sta rilevando la sua superficie e le caratteristiche chimico-fisiche del pianeta. La sonda non è ancora arrivata all’orbita più vicina al pianeta, prevista a soli 1.470 km dalla superficie, ma da metà luglio sta scendendo dai 4.400 km dove si trovava fino ad allora e vi arriverà nelle prossime settimane. La discesa avviene molto lentamente perché la sonda si muove con un motore ionico, che se da un lato ha richiesto poco carburante, dall’altro fa viaggiare la sonda a velocità relativamente basse.

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Il picco alto 6.000 m che sta facendo discutere i geologi planetari. Cosa ci fa in mezzo ad una distesa di crateri? Come si è formato? E cosa sono le striature biancastre che scendono dalla cima? Domande a cui non c’è ancora un risposta. Crediti: Nasa/Jpl

Comunque sia, essa sta già rilevando con grande dettaglio la superficie e nei mesi scorsi ha più volte fatto parlare di sé soprattutto per le distese biancastre che si osservano in alcuni crateri del pianeta la cui natura non è ancora stata spiegata. Ora in un video della Nasa ecco spuntare un altro “mistero”: un cono (vedi foto qui sopra) che si erge vicino ad un cratere quasi fosse materiale di riporto. Ovviamente non c’è alcun mistero che riguarda gli alieni, ma la geologia si. Di solito picchi di questo tipo si trovano all’interno di grandi crateri come risultato del rimbalzo del materiale che sta sul fondo del cratere stesso prodotto dall’impatto di un asteroide. Questo cono invece, non sembrerebbe avere a che fare con nessun cratere e dunque la sua nascita, per lo più isolata, non è spiegabile con le conoscenze attuali. Spiega Paul Schenk del team scientifico Dawn: “Perché quella montagna è seduta in mezzo al nulla non lo sappiamo, ma potremo capirlo con osservazioni più ravvicinate”.

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Il cratere chiamato Occator. All’interno una delle macchie biancastre la cui origine è ancora ignota. Crediti: Nasa/Jpl

La montagna e i crateri con le distese biancastre al loro interno non sono le uniche caratteristiche geologiche che attirano l’attenzione dei geologi planetari. Sottolinea David O'Brien, del gruppo di ricercatori di Dawn "Ci sono altre caratteristiche a cui siamo particolarmente interessati. Ad esempio un paio di grandi crateri formatisi per impatto di asteroidi chiamati Urvara e Yalode che si trovano nell'emisfero sud di Cerere, dai quali si dipartono numerose fratture e poi siamo interessati al grande bacino da impatto Kerwan, il cui centro è appena a sud dell'equatore”.

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Una delle ultime immagini giunte da Cerere. Si osservano numerose misteriose macchie biancastre, avvallamenti e picchi la cui nascita deve ancora essere spiegata. Crediti: Nasa 

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Pubblicato da Meteo.it il 8 agosto  2015

Redattore Scientifico - Luigi Bignami    

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