La superficie della cometa di Rosetta sta cambiando

Immagini spettacolari della cometa Churyumov-Gerasimenko mostrano le variazioni della superficie che si sono venute a formare durante il massimo avvicinamento al Sole. Ora Rosetta verrà allontanata dal nucleo per studiare la chioma della cometa

Le immagini della cometa Churyumov-Gerasimenko che la sonda Rosetta sta continuando ad inviare a Terra, mostrano strane variazioni della morfologia della superficie. Secondo gli scienziati che seguono passo passo la missione non c’è dubbio che il Sole gioca un ruolo importante nel modificare e alterare la superficie della cometa, ma c’è anche qualcosa di più, al momento misterioso. L’attenzione dei ricercatori è stata attirata soprattutto nella regione denominata Imhotep, dove grandi massi punteggiano una vasta area pianeggiante. Qui sono apparse misteriose conformazioni rotondeggianti, come sono indicate dalle frecce dell’immagine qui sotto.

La superficie della cometa di Rosetta sta cambiando | NEWS METEO.IT

In questa sequenza di immagini si può osservare la formazione dei crateri profondi circa 5 metri che si sono formati negli ultimi mesi (vedi testo per spiegazione) Crediti: Esa

In questa regione il Sole rimane più a lungo che in altre parti della cometa, durante ogni periodo di rotazione che dura 12,4 ore. Qui non si sono osservate aree esplosive, come in altre parti della cometa, avvenute soprattutto durante il passaggio più ravvicinato al Sole, da dove fuoriescono gas e polveri. “Quel che è strano è il fatto che Imhotep è stato tenuto sotto controllo da agosto 2014 al fine di verificare variazioni della morfologia superiori per dimensioni ad una decine di centimetri (la capacità di massima risoluzione di una delle macchine fotografiche di Rosetta). Ma fino a giugno 2015 non abbiamo osservato nulla”, ha spiegato Olivier Groussin del Laboratoire d’Astrophysique di Marsiglia (Francia), il quale ha proseguito: “Poi una mattina le cose sono cambiate radicalmente. La morfologia andava mutando giorno dopo giorno”. Tra il 3 di giugno e il 13 del medesimo mese i ricercatori hanno iniziato ad osservare due strutture circolari, la prima delle quali ha raggiunto un diametro di 220 metri, la seconda di 140 metri. Valori importanti visto che la cometa è lunga 4,1 chilometri. Una terza struttura circolare poi, è apparsa in luglio ed è andata ad unirsi alle due precedenti. Le strutture dunque, aumentavano di dimensioni anche di 6 metri al giorno. Essa hanno una forma a cratere e sembra che siano profonde 5-6 metri rispetto alla superficie circostante.

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Immagine della cometa ripresa da 319 chilometri di distanza dalla superficie dalla sonda dell’Esa Rosetta. Si osservano con estrema chiarezza i getti di vapori e gas che escono dal nucleo. Crediti: Esa

L’ipotesi avanzata per spiegare il fenomeno è legata alla sublimazione del ghiaccio sottostante, ossia il passaggio del ghiaccio da solido a vapore, che lascia la cometa e questo fa si che si abbia una compattazione del suolo a produrre i crateri osservati. Tuttavia immagini ravvicinate della superficie non mostrano getti di vapore come in altre aree. Dunque, il fenomeno di sublimazione potrebbe esistere, ma non a livello tale da poter creare le dimensioni dei crateri osservati. Per questo motivo deve esserci qualche altro processo che aiuta ad amplificare la formazione dei crateri che ancora deve essere spiegato.

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Due grossi massi presenti sulla superficie della cometa. Si osservi la loro fatturazione che ancora deve essere spiegata. Crediti: Esa

Intanto a partire dal 23 settembre la sonda Rosetta verrà fatta allontanare dal nucleo della cometa dove oggi si trova. E verrà portata a circa 1.500 chilometri dalla superficie così da poter studiare le caratteristiche della chioma che ancora sono poco conosciute. Solo a fine ottobre ritornerà ad una distanza inferiore a 200 chilometri, in un momento, in cui si spera ancora una volta, di poter ricevere segnali dal robot Philae di cui non si hanno più notizie da inizio luglio.

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Pubblicato da Meteo.it il 21 settembre 2015

Redattore Scientifico - Luigi Bignami  

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