Il Pianeta scomparso

Una scoperta che risale a tre anni fa aveva fatto pensare che attorno alla stella più vicina a noi, Alpha Centauri, vi fosse un pianeta simile alla Terra. Ma ora si è scoperto che non c’è.

Quando era stato scoperto ci aveva fatto sognare. Esso infatti, si trovava attorno alla stella più vicino a noi, Alpha Centauri, e per questo era stato chiamato Alpha Centauri bb. Tra l’altro sembrava essere abbastanza simile alla Terra per composizione e dimensioni. Cosa di più bello per gli amanti dello Spazio? Quel pianeta era qui, ad un tiro di schioppo, in termini cosmici, in quanto non era distante decine o centinaia di anni luce, ma solo 4,3 anni luce. Il giorno in cui avremmo potuto costruire un’astronave in grado di viaggiare a 300mila chilometri all’ora saremmo potuti andare e tornare in 8-9 anni.

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Nel 2012 si era scoperto un pianeta simili per dimensioni alla Terra, il quale orbitava attorno ad Alpha Centauri, la stella più vicino a noi. Ora quel pianeta “non c’è più”. Crediti: Nasa

Ora quel pianeta non c’è più, è scomparso.
Però non è stato fagocitato dalla sua stella, visto che le orbitava molto vicino, ne ha avuto altre drammatiche storie: più semplicemente non c’è mai stato. Quando venne scoperto infatti, nel 2012, vi erano solo deboli segnali della sua esistenza, ma tutto faceva sembrare che effettivamente esistesse. Invece non è così.

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I pianeti simili alla Terra per dimensione e a distanza dalla loro stella tale da permettere la vita sono ancora molto pochi. Qui sopra ne sono rappresentati alcuni. Crediti: PHL@UPR Arecibo

La ricerca con il suo risultato finale serve ora da ammonimento per gli astrofici a caccia di pianeti extrasolari in orbita attorno a stelle lontane o lontanissime e ricorda quanto sia complesso capire da un piccolo numero di dati se vi sia realmente un pianeta oppure no, soprattutto se piccolo. I sistemi più utilizzati per cercare pianeti extrasolari sono due: il primo è quello dell’eclisse che il pianeta produce quando passa davanti alla sua stella e questo causa un abbassamento della luminosità di quest’ultima. Il secondo invece, studia i piccoli movimenti che un pianeta è in grado di esercitare con la sua forza di gravità sulla stella e in qualche modo la “tira” a destra e a sinistra. Quest’ultimo sistema è stato quello che aveva dato modo di credere che Alpha Centauri avesse il pianeta “bb”. Ma quando il pianeta in questione è piccolo come la Terra i suoi effetti su una stella si discostano di poco dai movimenti che la stella produce indipendentemente dalla presenza di una pianeta e questo può indurre a gravi errori.

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Un pianeta che ruota attorno ad una stella esercita su di essa una piccola attrazione gravitazionale che fa oscillare l’astro. Analizzando le oscillazioni si risale all’esistenza del pianeta. Ma non è semplice… Crediti: Nasa

A dimostrare l’esistenza dell’errore che ha portato alla scomparse di Alpha Centauri bb è stato Vinesh Rajpaul dell’Università di Oxford il quale ha riprodotto al computer la situazione di Alpha Centauri, dimostrando come il segnale interpretato come oscillazione legata all’esistenza di un pianeta altro non era che un rumore di fondo. Va comunque detto che errori di questo tipo sono pochissimi, perché, al momento, sono pochi i pianeti di ridotte dimensioni scoperti finora. Quelli di dimensioni maggiori, come Giove o ancor più grandi, lasciano indizi certi.

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Pubblicato da Meteo.it il 11 novembre 2015

Redattore Scientifico - Luigi Bignami  

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