Continua a rimpicciolirsi la macchia rossa di Giove

Il telescopio spaziale Hubble ha osservato per diversi giorni l’evolversi dell’atmosfera del pianeta. Ha osservato una riduzione delle dimensioni della macchia rossa e strane onde sopra l’equatore.

| Redatto da Luigi Bignami - Redattore Scientifico

Poche cose del nostro sistema solare sono note a tutti come la grande macchia rossa di Giove. Essa venne descritta per la prima volta da Robert Hooke nel 1664 e poi con maggiore precisione da Giovanni Cassini nel 1665. Da allora continua ad essere presente nell’atmosfera del grande pianeta. Si tratta di un gigantesco uragano, il più grande mai osservato nel sistema solare, che perdura da almeno 300 anni, ma potrebbe esistere anche da qualche millennio. Di tanto in tanto i principali telescopi terrestri e spaziali vengono puntati verso Giove e la sua macchia per verificare come essa evolve. Ed è quello che è stato fatto in queste settimane con il telescopio spaziale Hubble.

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L’immagine qui sopra è il risultato del lavoro della Hubble Wide Field Camera a bordo del telescopio che ha ripreso Giove per circa 10 ore al giorno per diversi giorni.

Le immagini ottenute hanno permesso di individuare e studiare diversi fenomeni che avvengono nell’atmosfera gioviana, dai forti venti fino all’evolversi di tempeste in atto. Un elemento che si è potuto stabilire è il fatto che il grande uragano rosso è diminuito di dimensioni di oltre 240 chilometri rispetto all’ultima osservazione realizzata nel 2014. E’ da oltre un secolo che la macchia rossa diminuisce in estensione, tant’è che in questo arco di tempo si è ridotta della metà, ma solo negli ultimi anni si riesce a seguire con dettaglio la sua evoluzione. Nel corso di questi anni si è osservato anche una diminuzione dell’intensità del suo colore rossastro ed è apparso un inconsueto ricciolo che percorre la macchia stessa. Esso si avvita su se stesso in continuazione a causa dei venti che superano abbondantemente i 500 chilometri all’ora.

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La Grande Macchia Rossa ripresa dal Voyager 1 il 25 febbraio1979, quando la sonda passò a 9 milioni di chilometri di distanza dal pianeta. L'immagine mostra dettagli grandi circa 160 chilometri. Per avere un’idea delle dimensioni si pensi che l'ovale bianco subito sotto la Macchia Rossa ha le stesse dimensioni della Terra. Da oltre 100 anni la macchia si sta riducendo in dimensioni.

Un altro elemento che l’ultima osservazione di Hubble ha permesso di osservare è una specie di onda appena a nord dell’equatore del pianeta, un fenomeno che venne osservato solo negli anni Settanta quando Fiove venne ripreso dalla sonda Voyager 2 che lo sorvolò durante il suo tour tra i grandi pianeti del sistema solare. L’onda sembra il risultato di un susseguirsi di cicloni e anticicloni la cui formazione ed evoluzione è ancora tutta da capire, anche se fenomeni del genere sembrano formarsi sulla Terra.

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