Aprile a due facce: tra caldo e irruzioni di aria artica

Il mese di aprile, diviso tra una fase di caldo eccezionale e ondate di gelo, è rimasto in linea con i mesi precedenti, ancora una volta più caldo e secco del normale

| Redatto da Simone Abelli

Aprile è stato un mese caldo e secco. L'anomalia termica di +1.1°C a livello nazionale con il divario più ampio al Nordovest (+1.6°C). L'anomalia pluviometrica è di -44% a livello nazionale con il deficit più vistoso sui settori occidentali del Paese. In effetto anche in questo mese le anomalie sono notevoli, ma non rappresentano un record a causa della “doppia faccia” che ha caratterizzato il mese di aprile, che ha determinato valori un po’ meno estremi rispetto a diversi altri anni. Infatti, il mese lo si può suddividere in due metà distinte. La prima metà, fino alle festività pasquali, sotto il quasi costante dominio anticiclonico accompagnato da una massa d’aria estremamente calda che ha determinato temperature (medie nazionali) costantemente sopra la media di 3-4 gradi. La seconda metà, inaugurata da un’irruzione artica con pochi precedenti nel passato, caratterizzata dalla quasi totale latitanza dell’alta pressione e da notevoli sbalzi termici.

Nel mese si possono individuare tre periodi piovosi: uno all’inizio del mese; un secondo periodo a metà in corrispondenza delle feste pasquali quando si sono verificati diversi temporali localmente grandinigeni e in qualche caso sottoforma di supercella, segno del forte contrasto tra gli impulsi freddi in arrivo da nord e l’aria calda presente nel Mediterraneo centrale; un terzo periodo verso la fine del mese, in questo caso con forti precipitazioni soprattutto al Nord, in particolare al Nordest dove si sono avuti locali accumuli degni di un’intera stagione (ad esempio in Friuli). 

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L’aria di origine artica che ha fatto irruzione appena dopo Pasquetta ha causato un crollo termico fino a 15 gradi in meno e un abbassamento della quota neve al di sotto dei 1000 metri. Per quattro giorni consecutivi (dal 19 al 22 aprile) le temperature minime sono scese fino a valori prossimi allo zero e in alcune zone del Centronord anche leggermente al di sotto con gravi ripercussioni sulla vegetazione già in stato avanzato di sviluppo (clicca qui per approfondire). Anche le temperature diurne sono scese su livelli tardo-invernali.

L’aria polare che ha accompagnato il peggioramento di fine mese, al mattino del giorno 28 ha contribuito a generare precipitazioni intense a carattere convettivo e locali drastici abbassamenti della quota neve, specie fra alto Piemonte e alta Lombardia dove sono state osservate nevicate fino a 400 metri (ad esempio a Varese e dintorni).

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