Allerta Meteo: rischio idraulico e idrogeologico

Come, nell'allerta diramata dalla Protezione Civile, viene definito il rischio sul territorio in condizioni di maltempo

| Redatto da Meteo.it

Nei bollettini di allerta diramati dalla Protezine Civile si sente spesso parlare di rischio meteorologico, idraulico o idrogeologico. Grazie alle previsioni meteo si possono individuare fenomeni atmosferici particolarmente intensi come piogge intense o venti forti. In questi casi si parla di condizioni meteo avverse, in grado di costituire un pericolo per cose o persone. Come spiega la Protezione Civile però "è importante distinguere i rischi dovuti direttamente ai fenomeni meteorologici da quelli derivanti, invece, dall’interazione degli eventi atmosferici con altri aspetti che caratterizzano il territorio o le attività umane".

Ad esempio piogge molto abbondanti e persistenti, combinate a particolari caratteristiche del terreno e del territorio, possono provocare frane o alluvioni. In questo caso si parla di rischio idraulico o idrogeologico. Ma non sono le uniche criticità. In presenza di alte temperature, bassa umidità e forti venti, invece, conbinate con le condizioni della vegetazione potrebbero favorire il propagarsi degli incendi, determinando così il rischio incendi. Esiste anche il rischio sanitario dovuto a ondate di calore o di freddo intenso.

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Cosa significa "rischio idraulico" e "rischio idrogeologico"?


Vi proponiamo la spiegazione dettagliata della Protezione Civile.
L’idrogeologia è la disciplina delle scienze geologiche che studia le acque sotterranee, anche in rapporto alle acque superficiali. Nell’accezione comune, il termine dissesto idrogeologico viene invece usato per definire i fenomeni e i danni reali o potenziali causati dalle acque in generale, siano esse superficiali, in forma liquida o solida, o sotterranee. Le manifestazioni più tipiche di fenomeni idrogeologici sono frane, alluvioni, erosioni costiere, subsidenze e valanghe.

Nel sistema di allertamento il rischio è differenziato e definito come:

Il rischio idrogeologico, che corrisponde agli effetti indotti sul territorio dal superamento dei livelli pluviometrici critici lungo i versanti, dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua della la rete idrografica minore e di smaltimento delle acque piovane.
Il rischio idraulico, che corrisponde agli effetti indotti sul territorio dal superamento dei livelli idrometrici critici (possibili eventi alluvionali) lungo i corsi d’acqua principali.

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Non dimentichiamo che la maggior parte del territorio italiano è a rischio idrogeologico. Lo ha evidenziato anche l'ISPRA, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale nell’ultimo rapporto sul Dissesto idrogeologico in Italia.

Secondo il rapporto dell’ISPRA i comuni a rischio idrogeologico (rischio di frane e alluvioni) sono 7.145 su 8.092, ossia ben l’88,3% dei comuni italiani. Clicca QUI per approfondire 

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