Plutone: un nuovo volto costellato da tante dune

Le curiose formazioni presenti sulla superficie del pianeta sarebbero originate non dal vento, bensì da metano ghiacciato

| Redatto da Anna Maria Girelli Consolaro

Suggestive dune incastonate sulla superficie di Plutone. Le hanno potute osservare i ricercatori impegnati nell’analisi delle immagini del pianeta che regolarmente vengono inviate dalla sonda spaziale New Horizons. Il nuovo volto del pianeta nano, orbitante nelle regioni periferiche del sistema solare, ha destato non poco stupore negli studiosi. Secondo il loro parere, non si tratterebbe però di dune “classiche”, formate cioè da sabbia, bensì di formazioni dovute al metano ghiacciato, un gas molto diffuso anche sulla Terra. Uno dei responsabili della ricerca, Matt Telfer (Università di Plymouth, Regno Unito), ha affermato che la superficie di Plutone è molto meno statica di quanto si pensasse finora. Tale superficie risulta, anzi, geologicamente alquanto dinamica e attiva, con numerosi ghiacciai e montagne in continuo movimento. A modificare l’aspetto della superficie del pianeta contribuisce in modo determinante l’atmosfera, esattamente come succede anche sulla Terra.

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Foto: ANSA

Il materiale che forma le dune di Plutone si ipotizza sia azoto ghiacciato: questo, nel passare direttamente dallo stato solido a quello gassoso (sublimazione), crea getti molto intensi, che riescono a smuovere i cristalli di metano ghiacciato. Le dune si trovano alla base di alcuni rilievi montuosi e presentano un orientamento perpendicolare rispetto ai venti che soffiano su Plutone: motivo in più, quest’ultimo, per affermare che l’origine delle curiose formazioni non sia da ricercarsi nel vento. Si attende però di avere, in un prossimo futuro, immagini più dettagliate e ad alta definizione, così da comprendere ancora meglio se l’origine delle dune di Plutone sia quella ipotizzata dai ricercatori.

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