Giornata Mondiale dell'Alimentazione per un Mondo a #FameZero

Il 16 ottobre la Giornata dell'alimentazione per l'anniversario della fondazione della FAO

| Redatto da Meteo.it

Il 16 ottobre si celebra la Giornata mondiale dell'Alimentazione per ricordare l'anniversario della fondazione della FAO. Al Mondo 821 milioni di persone soffrono la fame anche se, in teoria, produciamo cibo sufficiente per sfamare tutti. Allo stesso tempo però 1,9 miliardi di persone sono in sovrappeso. Un terzo del cibo prodotto va perduto o, ancora peggio, sprecato. Nel 2050 si pensa che per soddisfare la domanda di cibo, considerando che la popolazione mondiale aumenterà, l'agricoltura dovrà produrre il 50% in più di cibo, nutrimenti e biocarburanti. 

A questi dati preoccupanti si aggiungono i fattori climatici e ambientali: più dell'80% delle catastrofi registrate nel mondo sono connesse al clima. E i cambiamenti climatici influenzano profondamente la produzione alimentare. È molto probabile che la produzione agricola sarà inoltre sempre più variabile di anno in anno, a causa di eventi meteorologici estremi e di altri fattori quali la diffusione di insetti, parassiti, erbe infestanti e malattie.

In alcune parti dell'area mediterranea, a causa del forte stress generato dal caldo e della siccità durante l'estate, alcuni prodotti tipicamente estivi potrebbero essere coltivati in inverno. Nel corso degli ultimi 30 anni i cambiamenti climatici hanno ridotto la produzione globale tra l’1 e il 5%. Ad esempio, in Vietnam, la produzione di riso è diminuita a causa dell’infiltrazione di sale nel suolo causato dai livelli crescenti del mare, mentre nei paesi dell’Africa occidentale o nelle vicinanze del Sahel, è prevista entro il 2050 una significativa riduzione delle aree agricole, di oltre il 50% nel caso di banane, granturco e fagioli. Uno studio francese ha esaminato gli effetti del cambiamento climatico sulle razze animali e i formaggi: anche in alta montagna l’aumento delle temperature sta cambiando il modo di condurre gli alpeggi e i malgari sono costretti a tornare in pianura anche con un mese di anticipo.

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Foto: iStock/Getty Images

Secondo la FAO, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, il mondo può e deve raggiungere la Fame Zero. Un obiettivo ambizioso ma per cui vale la pena lottare insieme. Partendo dalla cooperazione tra i piccoli agricoltori e la piccole aziende, l'adozione di nuovi metodi per una agricoltura sostenibile per aumentare la produttività e favorire l'adattamento ai cambiamenti climatici e lo sviluppo di strategie comuni per le coltivazioni sostenibili. Noi cittadini dovremmo aiutare le aziende locali, usare consapevolmente e senza sprechi le risorse della Terra, cambiare le nostre abitudini per seguire uno stile di vita più sostenibile.

Come comportarsi nella vita quotidiana per ridurre l'impatto climatico ed evitare gli spechi? È importante cambiare sistema alimentare. Meglio cambiare cibo, scegliere quello locale, fresco, di stagione, privo di chimica, rispettoso dell’ambiente e della biodiversità. Ma ritengo che il più grande terreno da coltivare sia la lotta allo spreco. Erroneamente si pensa che siccome nel 2050 saremo 9 miliardi e mezzo allora bisogna produrre più cibo, ma già oggi abbiamo cibo per 12 miliardi di viventi. Significa che un’ampia parte di quello che viene raccolto, trasformato e venduto finisce nella pattumiera. Pensate che il cibo buttato consuma una quantità d’acqua pari al flusso del fiume Volga e utilizza inutilmente 1,4 miliardi di ettari di terreno – quasi il 30% della superficie agricola mondiale.

Tradotto in emissioni? Lo spreco alimentare è responsabile della produzione di oltre 3 miliardi di tonnellate di gas-serra. Cerchiamo allora di consumare cibi italiani e a chilometri zero, preferibilmente che utilizzino pratiche agricole e produttive che rispettino l’ambiente e in grado di mitigare il cambiamento climatico, di mangiare poca carne ed evitare quella che arriva da allevamenti intensivi. a partire dal cibo ognuno di noi può e deve fare la differenza. Con la buona volontà, una maggiore attenzione e sensibilità noi tutti potremmo partire dal cibo che compriamo per cambiare il clima del nostro Pianeta.

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