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Vino e cambiamenti climatici

Secondo gli studiosi sarà necessario variare i vitigni

| Redatto da Stefania Andriola

Un team di ricercatori ha pubblicato uno studio che mette in correlazione il vino ai cambiamenti climatici. Il pezzo, pubblicato sulla rivista Nature Climate Change, magazine scientifico mensile che tratta tutti gli aspetti della ricerca sul riscaldamento globale, in particolare i suoi effetti, pone l'attenzione sul fatto che in futuro sarà necessario variare i vitigni, usando quelli che più si adattano alle nuove condizioni di temperatura e piogge.

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Elizabeth Wolkovich, docente di Biologia evolutiva ad Harvard a capo del gruppo di studiosi, ha dichiarato che con l'aumento delle temperature sarà difficile per molte regioni continuare a coltivare i vitigni attuali, tuttavia alcune varietà esistenti si sono adattate meglio a climi più caldi e tollerano meglio la siccità rispetto alle 12 che alimentano l'80% del mercato. Sarà necessario studiarle per prepararci al cambiamento climatico. La ricerca mette infatti in evidenza la forte concentrazione dell'industria vitivinicola globale su poche varietà di vite, a fronte delle numerose esistenti. Con 1100 vitigni a disposizione, in molti Paesi tra il 70 e il 90% degli ettari di vigna ospita le stesse 12 varietà, che rappresentano appena l'1% del totale. 

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Il fenomeno è attribuibile in primo luogo alla globalizzazione del mercato, evidenziano gli esperti, secondo cui è necessario cambiare rotta, scegliendo ciò che si adatta meglio alle mutazioni ambientali. Se in luoghi più freschi serve una varietà che matura velocemente come il Pinot Nero, alle zone calde si adattano meglio varietà che maturano lentamente nel corso dell'estate, come il greco Xinomavro.

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