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Smog, PM10 in costante aumento. Superata la soglia limite in molte zone della Val Padana

In assenza di vento e di pioggia peggiora la qualità dell'aria. Le polveri sottili sono già sopra i limiti di legge in Val Padana. Blocco delle auto a Milano e Torino

| Redatto da Meteo.it

Lo smog sta aumentando giorno dopo giorno in Pianura Padana e in molte città si sfora, quasi doppiandola, la soglia limite del Pm10 per la salute umana fissata a 50 microgrammi al metro cubo. Nella giornata di martedì, secondo i dati Arpa, il Pm10 è stato oltre il limite in molte zone. Spiccano Torino (96 µg/m³), Rovigo (78 µg/m³), Pavia (77 µg/m³), Cremona (77 µg/m³), Rezzato (70 µg/m³). A Milano e Torino, città in cui da 5 giorni consecutivi il Pm10 non è mai sceso sotto la soglia limite, da ieri è scattato il blocco della circolazione delle auto più inquinanti. Vietato anche l'uso di sistemi di riscaldamento a legna, falò, barbecue e fuochi d'artificio e ridotta di 1 grado la temperatura all'interno delle abitazioni.

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Nei prossimi giorni la situazione è destinata a peggiorare perché non si prevedono piogge in arrivo e l'accumulo delle polveri sottili andrà molto probabilmente aumentando progressivamente in particolare nella Val Padana, una delle zone più inquinate d'Europa.

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La Pianura Padana vanta purtroppo uno dei primati per ciò che riguarda lo smog in Europa. L'ultimo rapporto dell'Agenzia Ambientale Europea parla chiaro ed i dati sono allarmanti. Il numeri pubblicati dal rapporto Air Quality in Europe ci mostrano una situazione grave. I valori medi annui (riferiti al 2015) in Val Padana e a ridosso delle gradi città sono superiori ai 40 µg/m³, valore di allarme fissato dall'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS). La concentrazione media annua di 20 µg/m³ costituisce il limite sopra il quale statisticamente si riscontrano effetti importanti sulla salute umana. Risulta a rischio (oltre i limiti di legge) il 7-8% della popolazione per quanto riguarda il Pm2,5; il 16-20% per il Pm10; il 7-30% per l'ozono troposferico; il 20-25% per il Benzo(a)Pirene. Se si valuta il pericolo in base ai valori suggeriti dall'Organizzazione mondiale della sanità emerge che la popolazione esposta sale all'82-85% per il Pm2,5; al 50-62% per il PM10; al 95-98% per l'ozono troposferico; all'85-91% per il Benzo(a)Pirene. L'analisi dell'Eea è basata sui dati forniti da oltre 2.500 stazioni di monitoraggio in tutta Europa nel corso del 2015 e mostra che la maggior parte delle persone che vive nelle città europee è esposta a una scarsa qualità dell'aria. Il particolato fine in Europa continua a essere la causa della morte prematura di più di 400.000 persone all'anno. Secondo il rapporto i maggiori responsabili delle emissioni di inquinanti atmosferici sono il trasporto su strada, l'agricoltura, le centrali elettriche, l'industria e i nuclei domestici.

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