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Smog, PM10 in costante aumento. Superata la soglia limite a Torino, Milano e Venezia

In assenza di vento e di pioggia torna il problema dello smog: le polveri sottili sono già sopra i limiti di legge in Val Padana. Da oggi blocco delle auto a Milano e Torino

| Redatto da Meteo.it

Dopo il passaggio di alcune perturbazioni la settimana in corso sarà caratterizzata da tempo più stabile che favorirà con il passare dei giorni l'accumulo al suolo di sostanze inquinanti. Lo smog infatti è già aumentato soprattutto in Pianura Padana e in molte città si sfora la soglia limite del Pm10 per la salute umana fissata a 50 microgrammi al metro cubo. Nella giornata di ieri, secondo i dati Arpa, il Pm10 è stato oltre il limite a Torino (86 µg/m³), Vigevano (81 µg/m³), Pavia (79 µg/m³), Rovigo (76 µg/m³), Padova (72 µg/m³), Milano e Mantova (63 µg/m³) e Venezia (58 µg/m³). A Milano e Torino, città in cui da 5 giorni consecutivi il Pm10 non è mai sceso sotto la soglia limite, da oggi scatta il blocco della circolazione delle auto più inquinanti. Vietato anche l'uso di sistemi di riscaldamento a legna, falò, barbecue e fuochi d'artificio e ridotta di 1 grado la temperatura all'interno delle abitazioni.

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Nei prossimi giorni la situazione è destinata a peggiorare perché non si prevedono piogge in arrivo e l'accumulo delle polveri sottili andrà molto probabilmente aumentando progressivamente in particolare nella Val Padana, una delle zone più inquinate d'Europa.

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La Pianura Padana vanta purtroppo uno dei primati per ciò che riguarda lo smog in Europa. L'ultimo rapporto dell'Agenzia Ambientale Europea parla chiaro ed i dati sono allarmanti. Il numeri pubblicati dal rapporto Air Quality in Europe ci mostrano una situazione grave. I valori medi annui (riferiti al 2015) in Val Padana e a ridosso delle gradi città sono superiori ai 40 µg/m³, valore di allarme fissato dall'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS). La concentrazione media annua di 20 µg/m³ costituisce il limite sopra il quale statisticamente si riscontrano effetti importanti sulla salute umana. Risulta a rischio (oltre i limiti di legge) il 7-8% della popolazione per quanto riguarda il Pm2,5; il 16-20% per il Pm10; il 7-30% per l'ozono troposferico; il 20-25% per il Benzo(a)Pirene. Se si valuta il pericolo in base ai valori suggeriti dall'Organizzazione mondiale della sanità emerge che la popolazione esposta sale all'82-85% per il Pm2,5; al 50-62% per il PM10; al 95-98% per l'ozono troposferico; all'85-91% per il Benzo(a)Pirene. L'analisi dell'Eea è basata sui dati forniti da oltre 2.500 stazioni di monitoraggio in tutta Europa nel corso del 2015 e mostra che la maggior parte delle persone che vive nelle città europee è esposta a una scarsa qualità dell'aria. Il particolato fine in Europa continua a essere la causa della morte prematura di più di 400.000 persone all'anno. Secondo il rapporto i maggiori responsabili delle emissioni di inquinanti atmosferici sono il trasporto su strada, l'agricoltura, le centrali elettriche, l'industria e i nuclei domestici.

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