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Siccità: manca all'appello un terzo della pioggia, 58 miliardi di metri cubi di acqua

La prolungata siccità, iniziata 11 mesi fa, sta logorando tutta Italia con particolare insistenza sulle regioni di Nord-Ovest e in Sardegna. Ottobre, uno dei mesi di norma più piovosi dell'anno, è stato secco come Luglio: all'appello è mancata una quantità d'acqua pari al volume del Lago di Como

| Redatto da Simone Abelli

La stagione autunnale, per il momento, sta trascorrendo all'insegna di un forte deficit di pioggia: entro la fine di ottobre è caduto circa un quarto delle precipitazioni in meno. Le zone con l'anomalia pluviometrica più vistosa sono ancora una volta il Nord-Ovest e la Sardegna dove ha piovuto solo la metà del quantitativo di pioggia che normalmente si accumula nel bimestre settembre-ottobre.
Il dato importante di ottobre 2017 è sicuramente l'estrema situazione siccitosa con l'impressionante anomalia di -77% proprio in uno dei mesi statisticamente più piovosi dell'anno. Questo deficit equivale a 19 miliardi di metri cubi in meno rispetto alla norma, la quantità d'acqua contenuta nel Lago di Como, che si somma al deficit ereditato nelle stagioni precedenti: da dicembre 2016, ossia da quando i periodi siccitosi hanno cominciato a manifestarsi in maniera preoccupante, mancano 58 miliardi di metri cubi di acqua a livello nazionale, pari a un terzo in meno della pioggia che normalmente dovrebbe cadere nell'arco degli 11 mesi da dicembre a ottobre. È oltremodo notevole constatare che in ottobre è piovuta la stessa quantità d'acqua precipitata nel luglio scorso, quantità che già per luglio ha rappresentato circa la metà del valore normale. In altre parole, dal punto di vista pluviometrico ottobre si è comportato peggio di un normale mese di luglio. Con queste caratteristiche l'ottobre 2017 rappresenta sicuramente uno dei più siccitosi della storia: negli ultimi 60 anni infatti si pone al secondo posto fra i meno piovosi, lievemente superato solo dall'ottobre del 1967.

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Per il Nord-Ovest, con un'anomalia di -95%, si tratta di un risultato inedito negli ultimi 60 anni; in questa zona del Paese si può parlare, quindi, dell'ottobre più siccitoso, funestato anche dalla piaga degli incendi boschivi la cui propagazione è stata favorita proprio dalla aridità del suolo e dai numerosi episodi di Föhn.

In generale la scarsità di precipitazioni è stata originata dalla particolare configurazione della circolazione atmosferica, caratterizzata da una forte anomalia anticiclonica sull'Europa occidentale che ha di fatto ostacolato il transito delle perturbazioni atlantiche verso il Mediterraneo. Inoltre, la frequente presenza del promontorio anticiclonico sul comparto occidentale del continente ha contribuito a convogliare aria calda sub-tropicale verso questo settore dell’Europa e verso i Paesi centrali. L’Italia si è trovata ai margini di queste masse d’aria mite, le quali hanno interessato con maggior efficacia le zone settentrionali e occidentali del nostro territorio dove la quota dello zero termico ha talvolta oltrepassato i 4000 metri, che rappresenta un valore più consono per la stagione estiva, con conseguente prolungamento dello stress dei ghiacciai montani. Infatti, solo le Alpi, il Nord-Ovest e la Sardegna hanno evidenziato anomalie termiche positive, mentre nel resto del Paese lo scarto dalla media è stato leggermente negativo. 

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Il risultato complessivo a livello nazionale si è tradotto in un’Italia in linea dal punto di vista termico con la media del trentennio 1981-2010. Questo dato perfettamente nella norma, tuttavia, scaturisce dalla combinazione di un'anomalia di quasi un grado sotto la media nelle minime e un'anomalia di quasi un grado sopra la media nelle massime, sintomo della particolare situazione prevalentemente anticiclonica e poco perturbata che, infatti, contribuisce a determinare un'escursione termica più ampia del normale. Nonostante ciò, per il momento rimane ancora molto elevata l'anomalia termica positiva da inizio anno (+0.9°C) che mantiene i primi 10 mesi del 2017 fra i più caldi della storia, esattamente al terzo posto dopo l’analogo periodo del 2015 e del 2007.

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