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Salviamo lo squalo angelo

Una campagna natalizia che riguarda il Mare Adriatico

| Redatto da Stefania Andriola

MedReact e l’Adriatic Recovery Project durante queste festività hanno lanciato una nuova campagna dal titolo "Credi ancora agli Angeli?" per proteggere lo squalo angelo e il Mare Adriatico. Purtroppo questa specie che fino a 50 anni fa popolava in abbondanza l’Adriatico oggi è a rischio di estinzione soprattutto a causa della pesca a strascico. Lo squalo angelo ama vivere sui fondali sabbiosi e fangosi a profondità variabile dai 5 ai 150 metri, così è particolarmente vulnerabile a questo metodo di pesca, in più alle basse profondità sono soliti stazionare individui giovani e femmine gravide, cosa che mette ancora più a rischio la specie, tanto che l’Unione Internazionale per la conservazione della Natura l’ha classificata come “fortemente a rischio”. Un disastro ambientale enorme che segnala la perdita continua di biodiversità dell’Adriatico.

Salviamo lo squalo angelo | NEWS METEO.IT

Alla campagna è associato un racconto sullo squalo angelo, un disegno che lo ritrae e che può essere ritagliato e appeso sugli alberi di Natale in segno di adesione e condiviso attraverso i social, con l’hashtag #BelieveInAngels. Domitilla Senni responsabile di MedReAct e coordinatrice dell'Adriatic Recovery Project ha dichiarato: “Per recuperare lo squalo angelo e la biodiversìtà del nostro mare serve una nuova gestione della pesca che ponga al centro il recupero degli ecosistemi marini e delle specie minacciate anche attraverso la riconversione di sistemi di pesca distruttivi come lo strascico e l’istituzione di aree chiuse alla pesca. Nei prossimi anni l’impulso dell’Unione Europea e del CGPM (Consiglio Globale del Mediterraneo) sarà determinante nel definire e attuare misure urgenti, come l’istituzione di una rete di aree di pesca ristrette ma sarà ugualmente indispensabile l’impegno collettivo della società civile, dei portatori d’interesse e della comunità scientifica per  il recupero della biodiversità del  nostro mare”.

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Non è solo lo squalo angelo ad essere in pericolo: grandi predatori come squali e razze sono diminuiti del 94% e drastiche riduzioni si osservano anche per mammiferi marini, delfini, uccelli, foche, balene e tartarughe marine (solo del 2014 circa 52000 tartarughe sono state accidentalmente catturate da pescherecci italiani di cui almeno 1000 morte). A tutto questo si aggiunge un forte abbattimento di habitat e specie strutturanti, come letti di ostriche, o elevate densità di spugne, fondamentali per il recupero delle specie commerciali e non solo.

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