Qualità dell'aria pessima in Val Padana

La situazione migliorerà già nel corso delle prossime ore grazie alle piogge e ai forti venti

| Redatto da Anna Maria Girelli Consolaro

Lo smog da giorni sta mettendo in ginocchio soprattutto la Val Padana: anche venerdì 24 novembre, in molte città, si è registrata una concentrazione di Pm10 più che doppia rispetto alla soglia limite per la salute umana (fissata in 50 microgrammi al metro cubo). Nella giornata di ieri in particolare, secondo i dati Arpa, si sono registrati questi valori: Milano (132 µg/m³), Cremona (123 µg/m³), Mantova (123 µg/m³), Padova (111 µg/m³), Monza (106 µg/m³), Torino (104 µg/m³), Vicenza (102 µg/m³), Tortona (101 µg/m³), Rovigo (98 µg/m³), Venezia (85 µg/m³). Un deciso miglioramento della situazione è atteso già nelle prossime ore grazie alla perturbazione n. 5 di novembre che, oltre a riportare la pioggia su molte regioni italiane, sarà seguita da forti venti.

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La Pianura Padana vanta purtroppo uno dei primati per ciò che riguarda lo smog in Europa. L'ultimo rapporto dell'Agenzia Ambientale Europea parla chiaro ed i dati sono allarmanti. Il numeri pubblicati dal rapporto Air Quality in Europe ci mostrano una situazione grave. I valori medi annui (riferiti al 2015) in Val Padana e a ridosso delle gradi città sono superiori ai 40 µg/m³, valore di allarme fissato dall'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS). La concentrazione media annua di 20 µg/m³ costituisce il limite sopra il quale statisticamente si riscontrano effetti importanti sulla salute umana. Risulta a rischio (oltre i limiti di legge) il 7-8% della popolazione per quanto riguarda il Pm2,5; il 16-20% per il Pm10; il 7-30% per l'ozono troposferico; il 20-25% per il Benzo(a)Pirene. Se si valuta il pericolo in base ai valori suggeriti dall'Organizzazione mondiale della sanità emerge che la popolazione esposta sale all'82-85% per il Pm2,5; al 50-62% per il PM10; al 95-98% per l'ozono troposferico; all'85-91% per il Benzo(a)Pirene. L'analisi dell'Eea è basata sui dati forniti da oltre 2.500 stazioni di monitoraggio in tutta Europa nel corso del 2015 e mostra che la maggior parte delle persone che vive nelle città europee è esposta a una scarsa qualità dell'aria. Il particolato fine in Europa continua a essere la causa della morte prematura di più di 400.000 persone all'anno. Secondo il rapporto i maggiori responsabili delle emissioni di inquinanti atmosferici sono il trasporto su strada, l'agricoltura, le centrali elettriche, l'industria e i nuclei domestici.

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