Oceani in apnea

Secondo gli studiosi il livello di ossigeno continua a diminuire

| Redatto da Stefania Andriola

Uno studio condotto da Denise Breitburg, ricercatrice dello Smithsonian Environmental Research Center negli Stati Uniti, pubblicato su Science e realizzato in collaborazione con un team Unesco, mette in luce notizie allarmanti che riguardano gli oceani. Le zone morte oceaniche, quelle con zero ossigeno, hanno quadruplicato le loro dimensioni dal 1950 e le aree con livelli di ossigeno molto bassi vicino alle coste, anche europee, si sono moltiplicate di 10 volte. In pratica i nostri oceani stanno soffocando.

Oceani in apnea | NEWS METEO.IT

La situazione è critica perchè la maggior parte delle creature marine non potrebbe sopravvivere senza ossigeno e le tendenze future, con livelli costantemente in diminuzione, lasciano ipotizzare una estinzione di massa a lungo termine con conseguenze disastrose anche per milioni di esseri umani che dipendono dagli oceani. "Questo è un problema che possiamo e dobbiamo risolvere, l'arresto del cambiamento climatico richiede uno sforzo globale, ma anche le azioni locali potrebbero aiutare a fermare il declino dell'ossigeno" queste le parole della dottoressa Breitburg. 

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Un altro professore, Robert Diaz del Virginia Institute of Marine Science, spiega che la crescente espansione delle zone costiere e il declino dell'ossigeno oceanico non sono problemi prioritari per i governi di tutto il mondo, anche se dovrebbero esserlo considerando che il basso livello di ossigeno porterà alla morte delle attività di pesca. La scarsa concentrazione di ossigeno nell'acqua rende alcune zone morte, non permettendo agli organismi aerobici di sopravvivere. In più i microbi che proliferano nelle zone con poco ossigeno, producono ossido di azoto, gas a effetto serra nocivo. 

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La causa della deossigenazione su larga scala resta un mix fra cambiamenti climatici, utilizzo dei combustibili fossili e inquinamento industriale; a incidere sono anche fertilizzanti e liquami utilizzati in agricoltura che stanno "uccidendo" a livello di ossigeno le zone costiere. Per Kirsten Isensee, della Commissione oceanografica intergovernativa dell'Unesco, la deossigenazione dell'oceano si sta verificando in tutto il mondo a causa dell'impronta umana. 

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Come sottolineano gli scienziati al Guardian, il motto che sintetizza al meglio la necessità di un'azione urgente per salvare i nostri mari è :"Se non riesci a respirare, nient'altro conta". Sono queste le parole dell'American Lung Association, organizzazione sanitaria volontaria la cui missione è salvare vite umane migliorando la salute dei polmoni e prevenendo le malattie polmonari attraverso l'educazione, la difesa e la ricerca.

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