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MeteoHeroes: l'intervista

Sono arrivati i MeteoHeroes: l'educazione ambientale si innova

| Redatto da Anna Maria Girelli Consolaro

Scopriamo insieme il progetto "MeteoHeroes" grazie ad uno dei protagonisti, insieme a tutti i colleghi del Centro Epson Meteo, chiamato a raccontarci chi sono i nuovi eroi.

► MeteoHeroes: il progetto

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Da dove nasce l’idea del progetto?

"Nasce da una precisa considerazione che abbiamo fatto al Centro Epson Meteo nel corso degli ultimi anni. Ci siamo resi conto, cioè, che spesso si parla di cambiamenti climatici, coscienza ecologica, rispetto per l’ambiente, senza che nel pubblico ci sia un’adeguata consapevolezza di ciò di cui si discute. Per non parlare dei fenomeni meteorologici. La maggior parte della gente, per esempio, parla di uragani e trombe d’aria come se fossero la stessa cosa. È difficile istruire le persone adulte su tematiche specifiche e, spesso, complesse, come possono essere quelle meteorologiche e climatiche. Ci siamo convinti che, per creare una solida base scientifica, si debba iniziare già da piccoli. E quale strada migliore per fare questo, se non il gioco? Oggi tutto si fa con gli smartphone, con il digitale: quindi l’ideale era pensare a una nuova app. Uno strumento divertente e innovativo, che desse ai bambini le basi della meteorologia rendendo semplici i temi più complessi. Il tutto, appunto, attraverso il gioco".

Lei ritiene dunque che la soluzione ai problemi ambientali e climatici sia, potenzialmente, nelle mani dei bambini di oggi?

"Certo. È difficile cambiare i comportamenti di un cinquantenne o di un sessantenne. Parliamo di gente cresciuta col boom economico, con la convinzione che l’energia sia sempre disponibile e sia poco costosa. Ma oggi sappiamo che le cose non stanno più così. Purtroppo, cambiare queste convinzioni è difficile. Per fare vera cultura, dobbiamo partire dai più piccoli. Se insegniamo ai nostri bambini le nozioni scientifiche fondamentali, da adulti questi sapranno che l’energia è preziosa, e non va sprecata. Capiranno che bisogna tenere comportamenti virtuosi dal punto di vista ecologico non perché ce lo impone qualcuno, ma perché questo è l’unico modo per salvare il Pianeta. Il mondo, rispetto soltanto a pochi decenni fa, è cambiato. E i bambini devono saperlo. Dobbiamo radicalmente cambiare le nostre abitudini, prima che sia troppo tardi".

Per dare corpo a questo ambizioso progetto, il Centro Epson Meteo si è avvalso dei massimi esperti in diversi settori. Per esempio?

"Oltre che del nostro lavoro di meteorologi, il Centro Epson si è avvalso della preziosa collaborazione di Mamamò, il primo portale italiano dedicato alla promozione del digitale per bambini, e di Tiwi, uno studio di creativi che realizza contenuti per il web e la televisione, sviluppando iniziative interattive. Fondamentale il lavoro di Terry Amaini, disegnatore e noto artista nel campo dell’animazione televisiva e cinematografica: è stato lui a disegnare i personaggi di MeteoHeroes. Altrettanto importante il lavoro di Luigi Ballerini, psicologo infantile che ha saputo dare la perfetta caratterizzazione caratteriale a ciascun piccolo supereroe".

Parliamo proprio di questo: i piccoli supereroi del meteo. Fulmen, Nix, Nubes, Pluvia, Thermo e Ventum: chi sono esattamente?

"Sono bambini normali. Bambini con le loro caratteristiche, con le loro “imperfezioni”: c’è quello paffutello, quello timido, quello con gli occhiali, quello con l’apparecchio. Bambini che un giorno scoprono di avere poteri fuori dall’ordinario: proprio grazie a questi super-poteri possono scatenare i fenomeni atmosferici e intervenire sull’ambiente circostante. In fase di stesura del progetto, particolare attenzione è stata data proprio alla definizione della personalità di questi piccoli supereroi e alle dinamiche del gruppo. In questo modo, per i bambini sarà facilissimo identificarsi con loro, familiarizzando e facendo proprie così le nozioni meteorologiche di base".

I sei personaggi racchiudono radici italiane in un contesto però di internazionalità. In che senso?

"I sei supereroi del meteo vivono in una centrale posizionata nel cuore del Gran Sasso, dove si trova il Centro Epson Meteo e su cui svetta la loro Centrale operativa. Provengono però da tutti i cinque continenti del mondo (per l’America, c’è il supereroe del Nord e quello del Sud). Non ci sono, pertanto, né barriere razziali né geografiche. La cultura scientifica infatti è di tutti, e deve essere di tutti".

Ce li presenta?

"Partiamo da Fulmen. Australiano, lancia i fulmini, è superveloce. Un po’ come il fulmine, e sicuramente come molti bambini, è iperattivo. Nix è una bambina cinese, domina la neve: può farla cadere a comando, persino quando c’è il sole. Ecco come fa a fare ottimi gelati! Nella sua borsetta a tracolla molto alla moda, poi, riesce a tenere i cristalli di ghiaccio in fresco. Thermo, con la sua tuta speciale e i futuristici occhiali termici, è un ragazzino di colore. Arriva da Seattle, negli Stati Uniti. Può far salire o abbassare la temperatura, sciogliendo o congelando le cose. Avendo questo potere, è un bambino più riflessivo, studioso, introverso: l’opposto, insomma, di Fulmen. Nubes, argentina di Buenos Aires, ha capelli che, come le nuvole, possono trasformarsi in forme di tutti i tipi, dalle più belle alle più terrificanti. Pluvia, italiana, viene da Roma: ha il totale controllo della pioggia. Può far cadere una pioggerellina leggera così come scatenare l’acquazzone. Infine Ventum: arriva dal Sud Africa (è di Città del Capo) e domina il vento. Può spostare oggetti pesanti e attrarre a se le cose per mezzo del vento. Come le correnti atmosferiche, spesso è un po’ sbadato".

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Le dinamiche di gruppo che si instaurano tra loro sono fondamentali. In che senso?

"Nella meteorologia l’interazione tra più fenomeni diversi può creare effetti dirompenti: basti pensare alle piogge torrenziali che, unite al vento, danno luogo a veri e propri nubifragi. Alcuni fenomeni, se uniti insieme, anziché amplificare gli effetti, possono invece attenuarli. Tutte dinamiche affascinanti e complesse che, attraverso l’app, diventeranno familiari e sembreranno molto più semplici".

Come verrà accolta dal pubblico, secondo lei, la scelta di puntare sulla multimedialità e interattività?

"Ottimamente. Soprattutto dalle famiglie. Volendo raggiungere  i più giovani, un’app è sicuramente il canale preferenziale".

Quali sono, per esempio, le nozioni meteorologiche che passeranno ai bambini da questo progetto?

"Si cercherà pian piano di far conoscere l’atmosfera e i suoi fenomeni in tutti i suoi aspetti. Una zona arida, per esempio, ha bisogno della pioggia affinché si sviluppi la vegetazione: i bimbi vedranno che, appena arriva Pluvia con la sua pioggerella, nelle località più brulle spunteranno d’incanto verdissime piante. Ed è solo un esempio. L’idea è quella di introdurre per ora le nozioni fondamentali. In futuro, poi, potremo pensare di sviluppare storie più complesse e maggiori interazioni tra personaggi e l’ambiente".

Dal 29 agosto la nuova app di MeteoHeroes si scarica gratuitamente su Google Play e App Store. Cosa prevede per il varo di questo progetto?

"Un grande successo. L’idea è quella di fare cultura: e la cultura non può essere a pagamento. Per questo l’app sarà disponibile sulle due piattaforme, in italiano, gratuitamente. Dal 19 settembre, sempre gratis, sarà quindi disponibile in lingua inglese nei paesi anglosassoni (Usa, Australia, Regno Unito, Scandinavia). Infine, da dicembre 2016 arriverà anche in Cina: e la lingua sarà naturalmente il cinese".

Quali sono i media partner del progetto?

"Meteo.it, che curerà i contenuti scientifici, e Radio Italia. Abbiamo scelto quest’ultima perché da sempre è attenta ai contenuti per famiglie e ai progetti che aiutano la crescita delle nuove generazioni".  

MeteoHeroes rappresenta una vera e propria novità nel mondo delle app. In che senso?

"Non esistono altri progetti dedicati alla diffusione della cultura meteorologica per i  bambini più piccoli. Noi siamo stati i primi in assoluto a ideare un’iniziativa del genere. Certo, ci sono altre app per ragazzi e adolescenti, ma per i più piccini no. E poi c’è l’aspetto del gioco. L’innovazione, dunque, è duplice: il target (ossia i bambini più piccoli) e le modalità di utilizzo (il gioco su piattaforma digitale)".

Quali sono state le soddisfazioni maggiori che avete finora tratto da questo vostro lavoro?

"Vedere come, effettivamente, i personaggi e le loro interazioni rispecchiassero realmente quello che succede ogni giorno nel cielo e nell’atmosfera. Un lavoro lungo e di precisione che ha coinvolto tutti i meteorologi del Centro Epson Meteo, ma decisamente appagante".

Che futuro vede lei, Andrea Giuliacci, per i sei personaggi di MeteoHeroes?

"Un futuro lungo e luminoso. Diventeranno compagni di tante generazioni di bambini. Ne sono certo".

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