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La lotta del WWF contro la plastica in mare

Il 95% dei rifiuti marini è costituito da plastica. Questo tipo di inquinamento va ad aggravare l'effetto già disastroso dei cambiamenti climatici

| Redatto da Anna Maria Girelli Consolaro

Lotta alla plastica in mare. Questa è la battaglia promossa dal WWF in occasione della Barcolana, storico evento velico di Trieste inaugurato quest’anno il 29 settembre. Alla regata finale, l'8 ottobre, il WWF parteciperà con una propria imbarcazione (la Tp52 “Zero Cloud”) su cui svetterà la bandiera col Panda. “La prima generazione di plastica prodotta nel 1950 - si legge nel documento del WWF presentato proprio a Trieste il 30 settembre - è ancora con noi: il record di persistenza nell’ambiente marino per il materiale plastico va dalle lenze da pesca abbandonate in mare, 600 anni, ai 400 anni per le fascette di imballaggio delle lattine o 450 anni per le bottiglie di plastica. Il 95% dei rifiuti marini è costituito da materie plastiche che inquinano coste, superficie e fondali marini. Ogni anno 8 milioni di tonnellate di soli materiali plastici finiscono in mare: questo vero e proprio ‘highlander’ naviga con 150 milioni di tonnellate sparse nei mari di tutto il mondo”. Il WWF ha presentato in occasione della Barcolana un ricco calendario di eventi, tutti accomunati proprio dalla lotta contro la plastica in mare. Tale inquinamento, oltre a danneggiare irreparabilmente flora e fauna marittime, contribuisce in maniera notevole ad aggravare la già allarmante situazione relativa ai cambiamenti climatici.

La plastica in mare
La plastica in mare
La plastica in mare
La plastica in mare
La plastica in mare
La plastica in mare
La plastica in mare
La plastica in mare
La plastica in mare
La plastica in mare
La plastica in mare
La plastica in mare
La plastica in mare
La plastica in mare

“Stati, aziende e consumatori devono farsi promotori ed attuatori di un nuovo modello di economia circolare per il mare che riduca la dispersione di plastiche , divenuta oramai una vera emergenza”, afferma la Presidente del WWF Italia, Donatella Bianchi. “L’impatto è diventato insostenibile, sia per gli habitat che per le specie e per la nostra salute. Microplastiche e contaminanti entrano nella catena alimentare di balene, delfini, come i cetacei del Santuario Pelagos, e tartarughe, ma anche di pesci destinati al consumo umano. La filosofia di Barcolana, che promuove la cultura dell’andar per mare a vela, nel rispetto più profondo del mare e delle sue meraviglie , è la stessa che alimenta le nostre campagne sul mare perciò il grande raduno triestino diviene per il WWF occasione preziosa per informare, sensibilizzare e coinvolgere attivamente gli appassionati di mare, particolarmente sensibili al destino degli oceani. Prosegue quindi il percorso di #GenerAzioneMare con questa iniziativa rivolta ai sportivi, famiglie, velisti per caso e appassionati ma soprattutto ai giovani e alle future generazioni per le quali vogliamo costruire un futuro sostenibile. Sarà una bella sfida, in acqua e in banchina, che affronteremo anche nel campo di regata con il Panda a bordo di “Zero Could” di Danilo Falzitti con l’obiettivo di salvare il mare: è quello il nostro vero traguardo”.

La lotta del WWF contro la plastica in mare | NEWS METEO.IT

Tra le varie iniziative proposte, si segnala proprio la mostra “C’è molto di noi in questo mare” realizzata da WWF-Area Marina Protetta di Miramare ed esposta presso il Molo IV all’interno di Barcolana Young: un percorso in immagini su 15 pannelli, realizzati in materiale eco-sostenibile, sulle varie tipologie di rifiuto marino, plastica in primis, e i consigli su come ridurre questo tipo di impatto. E poi tanti altri eventi, con cui il WWF cerca di spiegare come combattere la plastica in mare è possibile. Basta adottare un tipo di “economia circolare” che prevenga la generazione del rifiuto, disegnando prodotti di lunga durata, riparabili, recuperabili e riciclabili alla fine del loro utilizzo. A questo, va poi affiancata una più alta efficienza nei sistemi di raccolta e, in ultima analisi, un radicale cambiamento nei modi e nelle quantità di consumo di ogni cittadino. Per questo sarà fondamentale, come spiega lo stesso WWF, “incrementare la ricerca per produrre prodotti interamente riciclabili, promuovere incentivi legislativi ed economici che diano un valore adeguato alla plastica, aumentare l’efficienza dei sistemi di raccolta nei comuni, promuovendo meccanismi di rimborso cauzionale su bottiglie di plastica e di ricarica di prodotti sfusi, integrare i costi ambientali nel prezzo di mercato dei prodotti, instaurare un fondo per pulizie straordinarie di coste, fiumi e bacini, promuovere flotte specialistiche anti-inquinamento, coinvolgere il diporto nautico e il settore della pesca , sportiva e professionale contro la dispersione di lenze, reti, palangari, etc. Tutte queste azioni vanno accompagnate dalla responsabilità del cittadino che passa attraverso la promozione di un cambiamento comportamentale del consumatore, con un’adeguata informazione ed etichettatura dei prodotti”.

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