I migranti climatici

Redatto da Stefania AndriolaIl 12 febbraio 2016
L’ultimo rapporto UNFPA (Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione) curato da AIDOS (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo) nella versione italiana, quest’anno si intitola “Al riparo dalla tempesta". Si tratta di un’agenda innovativa dedicata a donne e ragazze, in un mondo in continua emergenza.
Tempesta e emergenza effettivamente sono parole adatte per descrivere la situazione mondiale nella quale l‘UNFPA opera e che quotidianamente ci coinvolge nelle nostre città. 

Secondo i dati del Centre for Research on Epidemiology of Disasters, il numero di disastri naturali si è triplicato tra il 1980 e il 2000 e anche se poi si è registrato un lieve calo, è comunque il doppio rispetto 25 anni fa. 
I migranti climatici
Per ogni persona che perde la vita in un disastro naturale, ne rimangono centinaia colpite che necessitano di aiuti urgenti per la sopravvivenza (cibo, acqua, assistenza medica). 
Ogni anno dal 2000 al giorno d'oggi, in media si sono verificati 340 disastri climatici con una crescita del 44% rispetto alla media dell’arco temporale 1994-2000. 

“Migranti climatici”: così vengono chiamate le persone costrette a lasciare la propria terra in seguito a un disastro naturale. L’ultima delle cause a cui spesso si pensa quando ci si riferisce ai flussi migratori. 
I migranti climatici
La probabilità di essere sfollati in seguito a un disastro naturale è del 60% più alta rispetto agli ultimi 40 anni. Le esondazioni sono il disastro naturale più ricorrente (43% dei casi) tra il 1994 e il 2014, che ha coinvolto 2,5 miliardi di persone. Il secondo tipo di calamità più frequente sono state le tempeste, che hanno colpito più di 244mila persone, con danni stimati intorno ai 936 miliardi di dollari. Terremoti (tsunami inclusi, che causano però venti volte in più decessi) hanno ucciso più di ogni altra manifestazione climatica, causando la morte di almeno 750mila persone tra il 1994 e il 2013.
Nel mondo, sottolinea il rapporto, sono oltre 100milioni le persone che necessitano di assistenza umanitaria e 26milioni sono donne e adolescenti. Tre quinti del totale delle morti materne si verificano nei paesi chiamati “fragili”, a causa di un conflitto o di catastrofi naturali. In queste aree gravidanza e parto uccidono quotidianamente una media di 507 donne.  
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