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Gran Paradiso in sofferenza

È l’effetto dei cambiamenti climatici e della caldissima estate 2017

| Redatto da Stefania Andriola

Secondo le rilevazioni effettuate dal Corpo di Sorveglianza dell’Ente Parco in collaborazione con gli operatori del Comitato Glaciologico Italiano, è stato registrato un intenso regresso dei ghiacciai presenti nel Parco Nazionale Gran Paradiso che sta portando alla forte riduzione o estinzione dei ghiacciai di minori dimensioni presenti nell’area protetta, con la divisione di alcuni di quelli maggiori e una rapida trasformazione del paesaggio dell’alta montagna. Il valore massimo è stato registrato in Valle di Cogne, nel ghiacciaio del Trajo che è arretrato di 69 metri, mentre è in disfacimento lo scivolo glaciale della Becca di Monciair, in Valsavarenche (-63 metri). L’innevamento residuo, ovvero la copertura nevosa che rimane sul ghiacciaio al termine della stagione di ablazione, è scarso e a volte completamente assente, venendo a mancare la linfa vitale per l’esistenza del ghiacciaio stesso. 

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Questi gli effetti dei cambiamenti climatici e della caldissima estate 2017. L’ispettore del Corpo di Sorveglianza, Stefano Cerise, commenta così i risultati “Dal 1993 seguiamo con attenzione i ghiacciai presenti nel Parco ed il loro arretramento, da porre in relazione al riscaldamento globale di questi ultimi lustri. Queste attività sono utili per monitorare i cambiamenti climatici e comprenderne gli effetti e sono possibili grazie al meticoloso lavoro sul campo e di raccolta e elaborazione dati svolto dai guardaparco, che nel 2017 hanno osservato 37 dei 58 ghiacciai presenti nell’area protetta”.

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