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L'estate 2017 è stata una delle più calde di sempre

Estate 2017 tra caldo record, incendi, emergenza siccità ed eventi estremi: si conferma il trend segnato dai cambiamenti climatici

| Redatto da Simone Abelli

Le anomalie che hanno caratterizzato l’estate 2017 si inquadrano nei cambiamenti climatici che si stanno evidenziando nell’area mediterranea, con stagioni sempre più cariche di eventi estremi, in particolare, in questo caso, estati sempre più calde e siccitose. L’andamento delle temperature osservate rappresenta il ritratto di quella che sta divenendo la normale estate del prossimo futuro, ossia una stagione caratterizzata da numerose incursioni da parte del promontorio anticiclonico nord-africano col suo carico di aria torrida sahariana. Il totale di 7 ondate di calore di cui siamo stati protagonisti durante questa estate rappresenta anche un record dato che, nelle estati precedenti, il numero è sempre stato inferiore, benché mediamente in crescita.

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Il caldo soffocante ha tenuto banco per 55 giorni, pari a quanto si osservò nel 2012, anno in cui l'estate venne funestata da 6 ondate di calore. Sia l'estate 2017 che quella del 2012, comunque, sono al secondo posto rispetto ai 76 giorni bollenti del 2003. In effetti, insieme all’estate del 2015, quella del 2017 e del 2012 si contendono il 2° posto, nell’impercettibile spazio di due decimi di grado, fra le estati più calde della storia, naturalmente alle spalle del 2003 saldamente al 1° posto con più di 1°C di divario. Rispetto al trentennio 1981-2010 è stata osservata un’anomalia media di +1.8°C, valore che sale a +2.1°C sulle regioni del Centro dove l’Anticiclone Nord-africano ha agito con più efficacia. La quinta ondata di calore, verificatasi fra la fine di luglio e le prima decade di agosto per ben 13 giorni consecutivi, si è rivelata una fra le più intense della storia; durante la sua fase più acuta sono stati superati numerosi record assoluti di temperatura e, in corrispondenza del picco del 4 agosto, è stata osservata una temperatura media a livello nazionale di 30°C, valore mai registrato in passato

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Le brevi fasi di tregua fra un’ondata di caldo e quella successiva, sono state caratterizzate in gran parte da rapide irruzioni di aria polare che, oltre a portare le temperature per brevi attimi talvolta anche al di sotto della media, hanno contribuito a scatenare violenti temporali e nubifragi che hanno causato soprattutto numerosi danni e disagi. In generale queste precipitazioni, oltre a essere state in gran parte dannose, sono state anche complessivamente scarse; infatti il deficit pluviometrico estivo si è attestato intorno a -44%, ossia 14 miliardi di metri cubi d’acqua in meno, valore che pone questa estate fra le quattro più siccitose della storia.
Il deficit più ampio è stato osservato sulle regioni centrali, dove è piovuto solo un terzo del dovuto, ma anche in Liguria, Emilia-Romagna e Sardegna. A livello nazionale si sono avuti mediamente 6.6 giorni di pioggia su 92, dati dai circa 12 giorni al Nord, 4 al Centro e 2.5 al Sud e Isole.

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La scarsità di piogge, ereditata anche dalle stagioni precedenti, ha determinato una costante diminuzione del contenuto di umidità nel suolo, fattore che, oltre ad aver dato una spinta in più all’ascesa delle temperature e minacciato la salute della vegetazione, ha fornito una base ideale per la proliferazione degli incendi. Naturalmente, l’estate secca non ha fatto altro che aggravare il problema della siccità; infatti, al 31 di agosto il deficit pluviometrico nazionale è sceso a -27% dall’inizio dell’anno e addirittura a -35% da dicembre, ossia 47 miliardi di metri cubi d’acqua in meno negli ultimi nove mesi, che stabilisce un inquietante primato nell’ambito degli ultimi due secoli.

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Il terzo agosto più caldo

Il mese di agosto ha esasperato le caratteristiche estreme già consolidate nei mesi precedenti accentuando il divario dalla media sia sotto il profilo delle temperature, sia delle piogge. La notevole anomalia termica di +1.9°C sopra la media riferita al trentennio 1981-2010 pone questo agosto al 3° posto fra i più caldi dopo quello del 2012 (al 2° posto) e quello del 2003 (al 1° posto). La particolare configurazione della circolazione atmosferica, caratterizzata da correnti mediamente sud-occidentali in sviluppo lungo il bordo occidentale del promontorio anticiclonico nord-africano, ha continuato a favorire poderosi afflussi di aria sahariana estremamente calda che hanno tenuto sotto scacco il nostro territorio per un totale di 21 giorni distribuiti in tre ondate di caldo.
In particolare, la prima delle tre ondate è stata una fra le più intense della storia con il picco raggiunto il giorno 4 agosto, quando è stata osservata una temperatura media pari a 30 gradi sull’intera Italia, valore mai raggiunto neppure nel 2003. Proprio durante questa fase bollente sono stati superati molti record storici fra cui 43°C a Forlì, 42.8°C a Frosinone, 41.9°C ad Alghero, 41.4°C a Ferrara, 41°C a Perugia, 40.1°C a Bologna, 38.2°C a Campobasso.
Da record anche le minime notturne con valori spesso vicini ai 30°C e in qualche caso anche leggermente al di sopra, con conseguente prolungamento di condizioni di elevato disagio anche nelle ore notturne. La scarsità di piogge ha aggravato ulteriormente le condizioni già critiche di siccità in tutto il territorio. Con un deficit pari a -65% rispetto alla media, questo agosto si pone al 4° posto fra quelli meno piovosi degli ultimi 60 anni. Le poche precipitazioni hanno interessato parte del Nord e marginalmente il Centro, mentre al Sud sono state pressoché trascurabili. Rispetto al resto del territorio, il Nordest ha sperimentato un deficit leggermente più attenuato (-45%) per via di qualche fase temporalesca in più, ma caratterizzata da fenomeni spesso violenti, scaturiti dall’enorme energia in gioco, che hanno causato più che altro danni e, purtroppo, anche alcune vittime.

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