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Un'isola giapponese salverà i coralli?

I fondali di Shikine, circa 160 km a sud di Tokio, sarebbero una sorta di ‘laboratorio’ per studiare il modo di proteggere questa particolare flora marina

| Redatto da Meteo.it

C’è un’isola, a largo delle coste giapponesi, 160 km a sud di Tokyo, che grazie ai vulcani sottomarini che la circondano, presenterebbe delle condizioni uniche per la ricerca scientifica. Si chiama Shikine; i suoi fondali sono ricchi di Co2 e proprio per questa caratteristica costituirebbe un attendibile scenario, secondo gli esperti, di quello che sarà l’impatto delle emissioni sugli oceani entro il 2100.

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Nelle acque dell’isola giapponese, infatti, l’alto livello di anidride carbonica - abbinato all’attività dei vulcani sottomarini - fa aumentare le temperature, modificando la chimica dell’habitat. Per questa ragione, il mare che circonda Shikine potrebbe rappresentare una sorta di ‘laboratorio vivente’ in cui cercare di capire come flora e fauna marine possano sopravvivere in un ambiente inospitale.

I fondali dell’isola giapponese hanno attirato l’attenzione di un gruppo di ricerca francese, che è partito alla volta del Sol Levante a bordo della nave "Tara" per ricercare indizi su come proteggere i coralli dagli effetti nefasti del cambiamento climatico, di cui lo sbiancamento della Grande barriera corallina australiana è un chiaro esempio. Studiare l’ecosistema dei fondali di Shikine significa capire se anche habitat di questo tipo possano ospitare i coralli o se l’acidificazione degli oceani impedirà che attecchiscano.

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