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Caldo e afa: l'identikit dell'Anticiclone nord-africano

L'Anticiclone delle Azzorre, protagonista delle tipiche estati italiane, viene sostituito sempre più spesso da quello Nord-Africano responsabile delle sempre più frequenti ondate di caldo e afa

| Redatto da Flavio Galbiati

Sempre più spesso d'estate l’alta pressione africana si estende sull'Italia portando con sé una massa d’aria molto più calda e afosa capace di originare ondate di caldo intenso: le temperature in questi casi oltrepassano quasi ovunque i 30 gradi con punte che arrivano a sfiorare i 40 gradi mentre gli alti tassi di umidità rendono le temperature percepite ancor più alte. L'Anticiclone delle Azzorre invece è sempre meno presente. Quest’area di alta pressione, che caratterizzava le estati italiane di un tempo, arriva dalla zona oceanica caratterizzata da valori termici assai più contenuti rispetto alle aree desertiche, il settore di provenienza dell’altro anticiclone, quello Africano.

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Ma quali sono i meccanismi con i quali questo Anticiclone provoca le più intense ondate di calore che colpiscono il nostro Paese, determinando picchi di temperatura di 35/40 °C e alti tassi di umidità?

Innanzitutto, come sanno anche i non esperti, alta pressione è sinonimo, nella stagione estiva, di tempo stabile e soleggiato. Un’area di alta pressione è caratterizzata da moti dell’aria discendenti: l’esatto opposto di quello che ci vuole per la formazione delle nubi (ricordiamo che le nuvole hanno origine dal sollevamento di una massa d’aria e dalla conseguente condensazione del vapore contenuto). E, con il cielo sereno, la radiazione solare, particolarmente intensa in questo periodo dell’anno, riscalda notevolmente il suolo e i bassi strati atmosferici. 

Questo movimento discendente delle correnti nell'Anticiclone (detto subsidenza) contribuisce sia all'aumento delle temperature che dei tassi di umidità con i seguenti meccanismi: la subsidenza ostacola il rimescolamento verticale dell’aria e quindi favorisce giorno dopo giorno l’accumulo di umidità nei bassi strati, con conseguente aumento dell’afa e del disagio.

Inoltre le correnti dirette dall'alto verso il basso provocano la compressione dell’aria in prossimità del suolo generando un riscaldamento: un gas compresso, infatti, aumenta la sua temperatura. E se la massa d’aria è già di per sé molto calda, come nel caso dell’aria tropicale che accompagna l’Anticiclone Nordafricano, si possono raggiungere valori termici molto elevati. Ecco, dunque, spiegata l’origine di queste ondate di caldo afoso.

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