LE NEWS IN TEMPO REALE 24 ORE SU 24. VIDEO, CRONACA, TELEVISIONE, SPORT, MOTORI, VIAGGI

Nel bacino dell'Atlantico che si trova nell'emisfero Sud della Terra i cicloni tropicali sono molto rari

Quasi tutti i cicloni tropicali sull'Atlantico si formano nel nostro emisfero: perché? Ci risponde Serena Giacomin

| Redatto da Meteo.it e Serena Giacomin

A seguito delle notizie che nelle ultime settimane hanno riguardato la formazione di numerosi uragani sull'Oceano Atlantico, molti utenti hanno giustamente notato che, nella quasi totalità dei casi, i cicloni tropicali che si muovono sull'Atlantico si trovano nel nostro emisfero, quello boreale. Nel bacino dell'Atlantico che si trova nell'emisfero australe, invece, i cicloni tropicali sono quasi del tutto assenti.

Questo fenomeno è evidente nell'elaborazione grafica pubblicata dalla Nasa, che riportiamo di seguito, in cui è possibile notare anche che i cicloni tropicali non si formano lungo la fascia dell'Equatore.
La meteorologa Serena Giacomin ha risposto a tutte le nostre domande spiegandoci da cosa dipenda la formazione dei cicloni tropicali, il motivo per cui questa non si verifichi lungo l'Equatore e perché i cicloni tropicali siano così rari nel bacino australe dell'Atlantico.

Nel bacino dell'Atlantico che si trova nell'emisfero Sud della Terra i cicloni tropicali sono molto rari | NEWS METEO.IT

La prima analisi da fare per rispondere a queste interressanti domande riguarda l'equatore geografico.

Osservando la grafica proposta sopra possiamo notare come sulla linea equatoriale i cicloni tropicali siano totalmente assenti.
Questa evidenza è dovuta all’annullamento dell’accelerazione di Coriolis su latitudini prossime allo zero. Ricordiamo che la forza di Coriolis è una forza apparente dovuta alla rotazione della Terra intorno al proprio asse e determina una deviazione dei venti rispetto al moto rettilineo: dove questa forza è assente l’aria si muove dritta verso il centro di una bassa pressione; a latitudini superiori, invece, l’accelerazione di Coriolis imprime una rotazione delle correnti.
In pratica l’accelerazione di Coriolis, vicino all’equatore, non riesce a contrastare il gradiente di pressione, smorzando alla nascita ogni eventuale ciclone in formazione. Proprio per questo motivo la maggioranza dei cicloni si sposta, seguendo le correnti dominanti, su latitudini superiori ai 10°, dove l’accelerazione di Coriolis è sufficiente per generare una rotazione dei venti attorno al centro della bassa pressione.

Nel bacino dell'Atlantico che si trova nell'emisfero Sud della Terra i cicloni tropicali sono molto rari | NEWS METEO.IT

In seconda analisi, ci concentriamo sull'equatore termico, o climatico (in meteorologia è ITCZ, InterTropical Convergence Zone), quella linea immaginaria e variabile verso cui convergono gli alisei dell’emisfero australe e boreale.
La maggior parte dei cicloni tropicali si genera proprio in questa fascia di latitudini di intensa attività temporalesca. Si può affermare che la quasi totalità dei cicloni ha origine tra i 10 e i 30 gradi di latitudine, l'87% di essi addirittura a meno di 20 gradi. Ora, nell’emisfero australe, l'attività dei cicloni tropicali comincia alla fine di ottobre e finisce a maggio. Considerando gennaio (picco dell’estate australe) nel bacino meridionale atlantico l'Equatore Termico resta intorno al 5° parallelo (a luglio nell’emisfero nord l’ITCZ supera il 10° parallelo).
A latitudini così vicine all’equatore geografico la forza di Coriolis non ha influenza, per cui non riesce ad imprimere un moto rotatorio alle depressioni in formazione. Questi sono tutti fattori inibitori per la formazione e l’approfondimento di perturbazioni tropicali organizzate che possono divenire cicloni tropicali.

Nel bacino dell'Atlantico che si trova nell'emisfero Sud della Terra i cicloni tropicali sono molto rari | NEWS METEO.IT

Ultime news

Le news più lette