Con ExoMars l’Europa mette un piede su Marte

A Baikonur è tutto pronto per il lancio. La partenza alle 10:31 ora italiana. L’arrivo su Marte il 19 ottobre 2016. A bordo della sonda molta tecnologia italiana

Redatto da Luigi Bignami - Redattore ScientificoIl 11 marzo 2016
Una missione che vivrà in due momenti diversi sta per portare l’Europa su Marte alla ricerca delle vita. La partenza è fissata per lunedì 14 marzo alle ore 10:31. Fino ad oggi tutte le missioni marziane (ad eccezione del Progetto Viking degli Anni Settanta) avevano come scopo quello di verificare se su Marte ci furono o ci sono le condizioni per permettere la vita, ma mai la ricerca della vita stessa. La missione Exomars invece, questo il nome del Progetto europeo, ha tra i suoi scopi primari proprio l’indagine di portare alla luce eventuali forme di vita presenti nei suoli marziani fino ad una profondità di 2 metri. Exomars, vedrà il lancio di una prima navicella nel marzo di quest’anno e una seconda nel 2018, la quale depositerà sul pianeta rosso uno dei rover spaziali più sofisticati mai costruiti. L’agenzia spaziale europea si avvarrà dell’importante apporto di quella russa, la Roscosmos. Exomars 2016 porterà attorno a Marte una sonda-madre, la Tgo (ExoMars Trace Gas Orbiter) che avrà il compito di studiare l’atmosfera del pianeta da una quota di 400 chilometri. Poco prima di entrare in orbita marziana un lander si staccherà dalla sonda. In termini tecnici si chiama Edm (ExoMars Entry, Descent and Landing Demostrator Module), ma è stato soprannominato Schiaparelli, a ricordo dell’astronomo italiano che studiò Marte. Esso avrà il compito di verificare il sistema di atterraggio che si utilizzerà per far scendere il rover che verrà lanciato nel 2018 e che peserà 600 chilogrammi.
Con ExoMars l’Europa mette un piede su Marte
Nell’illustrazione a sinistra la sonda che rimarrà in orbita attorno a Marte. Al centro la sonda Schiaparelli che scenderà sulla superficie marziana. A destra il rover che verrà lanciato nel 2018. Crediti: Esa

Schiaparelli toccherà l’atmosfera marziana a 21.000 chilometri all’ora, ma in pochi chilometri verrà frenato dall’attrito fino a scendere a 2.500 chilometri all’ora. A quel punto un paracadute rallenterà ancor più la velocità fino a qualche centinaio di chilometri all’ora e infine, entreranno in funzione i retrorazzi che lo freneranno fino a farlo arrivare sulla superficie a velocità zero. L’intera fase, che ricorda quella che portò il rover Curiosity su Marte nel 2012, durerà 8 minuti e la sonda si adagerà nella pianura chiamata Meridiani Planum. A bordo di Schiaparelli vi sarà una piccola stazione meteorologica che funzionerà per un tempo massimo di 8 sol (sol è il giorno marziano), la quale rileverà le caratteristiche dei venti marziani in fase di discesa e al suolo.
Con ExoMars l’Europa mette un piede su Marte
Nell’illustrazione in alto la sonda che studierà l’atmosfera marziana con particolare riferimento al metano. A destra la sonda Schiaparelli sul suolo marziano. Crediti: Esa

La sonda madre, una volta entrata in orbita marziana, studierà l’atmosfera del pianeta fino al 2022 e farà da ponte radio tra il rover che verrà lanciato nel 2018 e la Terra. Il compito specifico di Tgo sarà quello di studiare tutti i componenti dell’atmosfera marziana, con particolare attenzione alle variazioni stagionali e areali del metano. La presenza di questo gas infatti, è per alcuni ricercatori una possibile evidenza di attività microbiologica all’interno delle sabbie e dei ghiacci marziani. A bordo vi sarà anche una sofisticata macchina fotografica che permetterà di ottenere immagini stereoscopiche con estrema facilità di una vasta area del pianeta.
Con ExoMars l’Europa mette un piede su Marte
Nell’illustrazione il rover che verrà lanciato dall’Esa su Marte nel 2018. Compito principale cercare eventuali segni di vita. Avrà la possibilità di perforare fino a 2 metri di profondità. Crediti: Esa

L’Italia ha un ruolo importante in questa missione in quanto ha costruito due strumenti che saranno a bordo di Schiaparelli: Dreams (Dust characterization, Risk assessment and Environment Analyser on the Martian Surface), che è composto da un insieme di sensori per la misura dei parametri meteorologici (pressione, temperatura, umidità, velocità e direzione del vento, radiazione solare) e del campo elettrico atmosferico in prossimità della superficie di Marte e Amelia (Atmospheric Mars Entry and Landing Investigation and Analysis) che analizzerà le caratteristiche dell’atmosfera in fase di discesa del lander. Sottolinea Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italia: “Con questa missione ci aspettiamo di ripetere il successo ottenuto con Rosetta (la sonda che scese su una cometa nel 2014) a dimostrazione delle eccellenze tecnologiche, scientifiche e industriali del nostro Paese”.

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