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Allarme per il lago Baikal

A rischio anche per effetto dei cambiamenti climatici

| Redatto da Meteo.it

Il lago Baikal si trova nella Siberia meridionale; posto sotto la tutela dell'UNESCO come patrimonio dell'umanità nel 1996, fa parte della lista delle Sette meraviglie della Russia. Non arrivano però buone notizie: secondo biologi e esperti ci sono sempre più alghe e meno spugne. Il lago Baikal è il più profondo al mondo, conserva un quinto dell'acqua dolce del Pianeta e ospita un'enorme biodiversità con oltre 3700 specie fra animali e vegetali che vivono nell'intera area. Purtroppo però, come segnalano da anni biologi e ricercatori, il lago sta vivendo la "più grande crisi della sua storia recente". C'è sempre meno pesce, nelle sue acque sono presenti forti inquinanti (alcuni dovuti ad aziende che operano nell'area), è sempre più sporco a causa del turismo e le alghe stanno  pian piano "soffocando"  i suoi fondali contribuendo a uccidere le spugne fondamentali per la biofiltrazione.

Allarme per il lago Baikal | NEWS METEO.IT

Il biologo Anatoly Mamontov sostiene che le pressioni del cambiamento climatico, con forti siccità dei fiumi e meno sostanze nutritive apportate, incidono notevolmente sui pesci del lago che da secoli sono la fonte principale di cibo locale dell'intera regione. Per Igor Khanaev, ricercatore, "è  chiaro che i rifiuti scaricati dalle barche hanno seriamente cambiato l’ecosistema del lago". Senza le spugne, che filtrano litri di acqua trattenendo batteri e  minerali, viene meno il processo di biofiltrazione delle acque del Baikal da sempre considerate fra le più pure e cristalline al mondo. Un'altra teoria, studiata e dibattuta tutt'oggi da diversi scienziati, indica che la morte delle spugne possa essere legata anche alla presenza di metano. 

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Numerosi scienziati chiedono che siano costruiti "i migliori impianti di trattamento delle acque reflue in Russia". In realtà dal 2012 è iniziato un progetto di pulizia del lago, con circa 400 milioni di euro stanziati per finanziare impianti di trattamento ma questi, secondo gli esperti, non funzionano adeguatamente nell'inverno siberiano. "Ci sono molti sprechi e il denaro assegnato spesso viene perso" ha detto ad esempio l'ecologo Sergei Shapkhayev. L'appello finale dei biologi è comunque univoco: "Il lago è in pericolo, agiamo ora prima che sia tardi".

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