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450 miliardi di euro: ecco quanto ha speso l'Europa, dal 1980, per cambiamento climatico ed eventi meteo intensi

Come si combatte la lotta al cambiamento climatico? La risposta in tre parole: con la scienza, l’innovazione e il coordinamento.

| Redatto da Meteo.it

L’Agenzia Europea per l’Ambiente ha presentato il rapporto “Adattamento ai cambiamenti climatici e riduzione dei rischi da disastri naturali in Europa” per porre l’accento sulla prevenzione dei rischi naturali, puntando all'integrazione della gestione di questo rischio nelle politiche dell’Unione Europea. “Il rapporto stabilisce le linee guida da seguire nell'immediato futuro - afferma la nostra Serena Giacomin - con valide considerazioni sul presente ed esempi virtuosi sulle buone pratiche già attuate. La strada da seguire è stata messa a fuoco, dobbiamo solo accelerare il passo seguendo il principio dell’equità intergenerazionale: abbiamo il dovere di consegnare alle generazioni future un Pianeta in condizioni non peggiori rispetto a quelle in cui l’abbiamo ereditato”.

Il rapporto presenta 10 esempi di disastri naturali, analizzando i loro impatti su salute, economia e ambiente. Si parla anche di soluzioni: in mostra gli esempi europei di nuovi modelli di governance trasversali, dal livello nazionale a quello locale. Tra le buone pratiche spiccano il Portale Allerta Meteo Emilia Romagna, il Dipartimento di Protezione Civile e Italia Sicura. Alla base di tutto c’è la scienza del clima. “Continue osservazioni, raccolta dati capillare e simulazioni degli scenari climatici futuri con l’utilizzo dei modelli fisico-matematici sono indispensabili per prendere delle decisioni a lungo termine - aggiunge Serena Giacomin - pianificando una serie di strategie per l’adattamento e la riduzione del rischio. Le proiezioni sulle evoluzioni del clima ci dicono che nei prossimi decenni si registrerà un aumento della frequenza degli eventi estremi e della gravità del rischio in Europa”. Il rapporto spinge, infatti, verso una maggior comunicazione e condivisione delle informazioni. Rafforzare il collegamento tra gli esperti dell’adattamento ai cambiamenti climatici e gli esperti di riduzione del rischio di catastrofi è più importante che mai.

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Come ci si adatta al cambiamento climatico? Servono prevenzione e pianificazione per affrontare gli effetti di un clima diverso (come le ondate di calore, le piogge intense, le alluvioni, la siccità), riducendo i rischi e i danni provocati da eventi naturali calamitosi. Azioni efficaci permetto anche una riduzione dei costi dispersi in caso di emergenza ambientale. “La portata della devastazione causata dagli incendi, dalle alluvioni e dalle mareggiate in Europa e nel mondo dimostra - come afferma Hans Bruyninckx, direttore esecutivo EEA - che i costi di inerzia sul fronte dei cambiamenti climatici, delle strategie e dei piani di adattamento e prevenzione sono estremamente alti. La mitigazione del rischio è essenziale, in quanto assicura azioni efficaci prima, durante e dopo eventi catastrofici”.

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Quanto ci costa restare impreparati? Le perdite economiche complessive causate da eventi atmosferici e climatici estremi in Europa dal 1980 al 2016 hanno superato i 450 miliardi di euro: il 40% per le inondazioni, il 25% per perturbazioni intense, il 10% per la siccità, il 5% dalle ondate di calore. Dal punto di vista della perdita di vite umane, le ondate di calore si confermano come gli eventi più letali.
L’innovazione e la collaborazione sono alla base del successo.

Il rapporto presenta nuovi progetti con politiche di pianificazione del territorio e di prevenzione del rischio, con misure tecniche come la costruzione di argini, con modelli assicurativi e finanziamenti a lungo termine, nonché soluzioni di tipo naturalistico. Questi progetti, se realizzati in modo efficace, possono essere molto efficienti e convenienti sotto il profilo dei costi. I progetti possono includere, ad esempio, la realizzazione di spazi di espansione per ridurre gli straripamenti dei fiumi, progetti agroforestali per ridurre l’erosione dei suoli e la realizzazione di parchi che rinfreschino le città in estate e raccolgano le acque di deflusso in occasione di intense piogge. Questi sforzi possono inoltre rafforzare la biodiversità e il benessere umano.

La relazione sottolinea come la cooperazione sia un elemento cruciale per il successo delle iniziative: per fare un esempio, nei Paesi Bassi il governo nazionale, i servizi idrici, le province e i comuni lavorano in stretto collegamento nell'ambito del programma Delta per adeguare la gestione delle acque ai cambiamenti climatici. Facciamoci trovare pronti! Bisogna fare di più a partire da oggi.

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