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Le Cesine (LE)

13/05/2010

IL CLIMA

Quest'oasi è posizionata a poca distanza dal punto più orientale dell'Italia, bagnata dalle acque del Canale d'Otranto. In tale area, come in tutta la penisola salentina si gode naturalmente del clima mediterraneo con inverni molto più miti rispetto alle altre zone poste più a settentrione; in effetti nel periodo più freddo dell'anno, fra gennaio e febbraio, le temperature notturne scendono mediamente di poco sotto i 10 °C, salvo in quelle occasioni (6-8 in media nella stagione fredda) in cui i gelidi venti dai Balcani riescono a portare qualche fiocco di neve. Nelle stagioni più burrascose risulta spesso esposta ai forti venti meridionali, in particolare allo Scirocco che può determinare sbalzi termici consistenti. In piena estate, grazie anche al contributo di questi venti nord-africani, si possono invece toccare e superare facilmente i 40 °C a fronte di una media climatica contenuta entro i 30 °C. Dei 500 mm di pioggia che si accumulano in un anno, il maggior contributo si osserva fra ottobre e gennaio. I tassi di umidità, come in tutte le zone litoranee, restano abbastanza elevati e, in presenza di un'alta pressione persistente durante il periodo freddo, possono dare luogo a nebbie anche dense con una frequenza di 10-12 volte all'anno. 

WWF-foto di A. Cambone, R. Isotti


WWF-foto di A. Cambone, R. Isotti

L'AMBIENTE

La Riserva è l'ultimo tratto superstite della vasta zona paludosa che si estendeva da Brindisi ad Otranto. Il paesaggio naturale, vario ed interessante, è costituito dalle dune, dall'area palustre, dai canali di bonifica, dal bosco misto e dalla lecceta, dalla macchia mediterranea e dalle zone coltivate. Si trova lungo una delle principali rotte migratorie e ospita numerosissimi uccelli acquatici. L'estensione è di 380 ettari.


GLI ABITANTI

Il litorale, in gran parte sabbioso, si estende per circa 6 km con piccoli tratti ciottolosi e a scogliera ed annovera numerose piante dunali (ravastrello marittimo, erba-cali, calcatreppola) mentre sulle sponde sabbiose, oltre ai gabbiani e numerosi limicoli, è facile osservare la bellissima beccaccia di mare e all'imbrunire anche la volpe. Nelle aree forestali la vegetazione è costituita in prevalenza da pini d'Aleppo e leccio e cipresso ed ai margini dei viali interni dell'Oasi vive la rarissima quercia spinosa. Le zone coltivate hanno una notevole importanza perché offrono abbondante nutrimento al cavaliere d'Italia, al mignattaio, alla cicogna bianca e alla gru. Durante l'inverno gli stagni sono affollati di moriglioni, codoni, volpoche, folaghe. Fra le rarità botaniche ricordiamo l'ipomea sagittata e numerose orchidee.

WWF-foto di A. Cambone, R. Isotti


WWF-foto (A. Cambone, R. Isotti)

 

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