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Un nuovo satellite per un meteo più affidabile: il METOP-A

03/11/2008

MetOp (Meteorological Operational satellite programme) è una nuova missione europea nata dalla collaborazione tra ESA, l'Agenzia Spaziale Europea, e EUMETSAT, l'organizzazione europea per lo sfruttamento dei satelliti meteorologici. Il programma MetOp prevede il lancio, ogni cinque anni circa, di tre nuovi satelliti che assicureranno la trasmissione fino al 2020 di dati meteorologici ad alta qualità utili per migliorare la previsione del tempo ma anche studiare il nostro clima. Finalmente giovedì 19 ottobre 2006 alle ore 18.28 italiane, dopo numerosi tentativi (il primo lo scorso 19 luglio) è stato lanciato dalle steppe del Kazakistan con la navetta spaziale Soyuz il primo di questi tre satelliti, il MetOp-A.

Non tutti sanno che per realizzare una previsione occorre innanzitutto partire dall'osservazione del tempo in atto per poi elaborarne l'evoluzione tramite l'uso delle leggi della fisica e di potenti calcolatori. In altre parole per prevedere il "tempo che farà" su una data area geografica è indispensabile conoscere innanzitutto "il tempo che c'è". Il contributo che questi tre nuovi satelliti daranno alla conoscenza dello stato iniziale dell'atmosfera sarà tale per cui le previsioni subiranno un ulteriore salto di qualità. Il MetOp-A promette infatti di inviare verso la Terra un'enorme quantità di informazioni di una precisione finora mai raggiunta. La grande novità rispetto ai satelliti europei finora utilizzati in campo meteorologico sarà la sua orbita: non più geostazionaria ma polare. Un satellite geostazionario ruota intorno al nostro pianeta ad un'altezza di 36.000 km sulla verticale dell'Equatore con la stessa velocità della Terra: questo significa che rispetto alla superficie terrestre occupa sempre la stessa posizione e che quindi gli "occhi" di questi satelliti sono puntati sempre sulla stessa area (mai verso i Poli) tenendola così sotto controllo 24 ore su 24. Rispetto ad un satellite geostazionario, un satellite polare ruota ad una quota molto più bassa, circa 800 km (840 nel caso del MetOp-A) e seguendo orbite che passano in prossimità dei poli: essi riescono così a monitorare non una sola porzione della superficie terrestre ma l'intero pianeta, seppur a intervalli regolari. Ma i grandi vantaggi che offre un satellite polare sono da un lato la maggiore precisione nelle osservazioni e dall'altro la possibilità di misurare la temperatura e l'umidità nei bassi strati dell'atmosfera , la velocità e direzione del vento sugli oceani, la concentrazione di ozono e di altri gas; misure utili non soltanto per migliorare le previsioni del tempo ma anche per meglio conoscere il clima del nostro Pianeta.

L'orbita di MetOp-A è stata calcolata in modo che il satellite passi al di sopra della medesima località alla stessa ora di ogni giorno: il passaggio alle nostre latitudine è previsto al mattino. Da quaranta anni la NOAA si serve di satelliti in orbita polare i cui dati vengono diffusi in tutto il mondo. Il MetOp-A sarà quindi il primo satellite meteorologico polare europeo che andrà a fare compagnia ai due satelliti POES della NOAA. Una volta in orbita, le condizioni meteo in Europa saranno monitorate nella prima parte del giorno dal satellite europeo e nella seconda parte dai due satelliti americani: "Un buongiorno dall'Europa, una buonanotte dall'America", riassume in un comunicato l'Agenzia Spaziale Europea che ha soprannominato il MetOp-A "il satellite del mattino".

Il MetOp-A pesa oltre 4 tonnellate e porta con sé diversi strumenti: alcuni di nuova realizzazione europea e cinque forniti dalla NOAA, identici a quelli già in uso a bordo dei satelliti polari POES in modo da garantire agli scienziati un set omogeneo di dati. Fra gli strumenti europei, merita un accenno particolare l'interferometro IASI (Infrared Atmospheric Sounding Interferometer) sviluppato dall'Agenzia Spaziale Francese; lo IASI avrà il compito di misurare la radiazione infrarossa emessa dalla superficie terrestre con l'obbiettivo di ricavare la temperatura e il vapore acqueo non solo nella bassa stratosfera ma anche nella troposfera, lo strato di atmosfera a immediato contatto con la Terra nel quale viviamo e si svolgono tutti i fenomeni meteorologici. Le informazioni provenienti dallo IASI saranno arricchite da quelle provenienti da altri due strumenti: il GRAS (Global Navigation Satellite System), in grado di misurare la temperatura e l'umidità nell'alta troposfera e nella stratosfera grazie all'utilizzo del segnale GPS, e il MHS (Microwave Humidity Sounder), un radiometro che utilizzando le microonde fornisce ulteriori informazioni sull'umidità presente nell'atmosfera. I dati relativi alla direzione e intensità del vento sul mare saranno forniti dallo strumento ASCAT (Advanced Scaterometer). Grazie agli spettrometri GOME/2 (Global Ozone Monitoring Experiment) e SEM (Space Environment Monitor) verranno monitorati rispettivamente la concentrazione di ozono nell'atmosfera e il flusso di particelle cariche emesse dal plasma solare; il SEM è costituto da due rilevatori: il TED, per l'energia totale, e il MEPED, per l'energia media associata ai protoni ed elettroni.

Inoltre, il nuovo satellite, volando a così bassa quota, sarà in grado grazie al radiometro AVHRR/3 non solo di visualizzare la copertura nuvolosa ma anche di misurare, in assenza di nubi, la temperatura del mare, l'estensione e le caratteristiche della copertura di ghiaccio, neve e vegetazione. Infine un rapido accenno lo meritano anche gli strumenti A-DCS e SARP/3. Il primo è in grado di raccogliere numerose informazioni meteo localizzando il segnale emesso da oltre 5000 boe, navi o aerei; il secondo riesce a captare i segnali di SOS provenienti da navi e aerei.

Daniele Izzo

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