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La Patagonia

03/11/2008

Attivita' di supporto meteo per il volo a vela sulla Patagonia a partire dalla stagione 2002-2003

A partire dal 2002, per i mesi di novembre - dicembre - gennaio, il Centro Epson Meteo è impegnato in un servizio di supporto meteo ad una squadra francese che tenta di battere i primati mondiali di volo a vela sulla distanza, velocità e tempo con un aliante a motore sulla catena Andina, in Patagonia.

La scelta del periodo Novembre - Gennaio è determinato dal fatto che nell'emisfero australe, oltre ad essere estate, le condizioni meteorologiche dovrebbero essere tali da favorire questo tipo di sport. Purtroppo, però, non sempre le condizioni climatologiche vengono rispettate, come è successo nella stagione appena passata.

Il supporto meteorologico è consistito nella stesura, più volte al giorno, di bollettini meteo e nella fornitura quotidiana di mappe rappresentanti parametri meteorologici prefissati, che servivano alla squadra come ausilio ai bollettini. A causa del fuso orario e della necessità dei volisti di partire alle 6 UTC, in caso di buone condizioni meteo, il meteorologo è rimasto sempre attivo e operativo dall'alba fino a notte inoltrata per aggiornare e avvisare tempestivamente la squadra in caso di cambiamenti di programma rispetto alla previsione.

Infatti, per tutto il periodo (2 mesi, novembre-gennaio) sono state date indicazioni precise spaziali e temporali sia di nowcasting, utilizzando le elaborazioni della nefoanalisi e le immagini dei satelliti, sia di previsione per il giorno dopo e per il dopodomani, utilizzando i modelli spettrali non idrostatici semi-impliciti e semi-lagrangiani del Cem con risoluzione spaziale 50 km e 20 km a secondo del tipo di parametro meteorologico (si veda la tabella seguente).

 

Modello 50 km

Modello 20 Km

Vento 10 m

X

 

Pressione al livello mare

X

 

Pioggia

X

X

Vento+geo 700hPa

X

 

Vento 500hPa

X

X

geo+tmp 500hPa

X

 

Spessore 1000hPa-500hPa

X

 

Velocità verticale 700 hPa

 

X

Velocità verticale 500 hPa

 

X

Velocità verticale 400 hPa

 

X

Vento 400hPa

 

X

Intensità onde orografiche

 

X

Fronti

 

X

In aggiunta, come conferma e confronto, sono stati analizzati anche i modelli brasiliani del CPTEC (Centro de previsao de Tempo e Estudos Climatico) (http://www.cptec.inpe.br/) e dell'INMET (instituto nacional de meteorologia) (www.inmet.gov.br). Grazie all'aiuto e alla consulenza di ricercatori dell'università di Sao Paolo (Brasile) si è venuti a conoscenza che il modello dell'Inmet non è niente altro che il modello a grande scala della DWD e riproposto dai brasiliani sul loro sito senza nessun tipi di rielaborazione. Questo perché il centro non ha a disposizione un gruppo di ricercatori che si occupano dello studio e dell'implementazione dei modelli meteorologici.

Gli studi, portati avanti nella stagione 2003-2004 e presentati al congresso CMOS 2004 in Canada nel giugno 2004, hanno aiutato, nella campagna 2004 - 2005, ad aggiungere parametri importanti, calcolati con nuovi algoritmi, e ad essere più precisi nella previsione in quanto, oltre all'esperienza maturata, c'è stata più conoscenza della morfologia del territorio, indispensabile per capire il comportamento dell'atmosfera e del modello meteorologico. Infatti l'area di interesse riguarda l'estremo sud America a partire dalla latitudine 25S fino alla Terra del Fuoco dove si sviluppa tutta la cordigliera Andina. La loro struttura permette la formazioni di condizioni necessarie per poter volare, come ad esempio la formazione di termiche, onde orografiche e rotori; solo uno studio approfondito permette al meteorologo l'identificazione di tali strutture.

I bollettini meteo più importanti della giornata erano preparati alla sera con eventuale aggiornamento di nowcasting alla mattina in caso di buone condizione di volo, e al pomeriggio. Il meteorologo ha sempre avuto necessità di controllare costantemente la situazione per eventuali cambiamenti del tempo rispetto alla previsioni. Gli aggiornamenti erano almeno due volte al giorno perché venivano utilizzati gli output sia del modello inizializzato alle 00UTC sia quello inizializzato ale 12 UTC.

Oltre ai campi della tab1. il meteorologo ha utilizzato altri parametri dei modelli brasiliani soprattutto per la previsione della copertura nuvolosa.

Da questa esperienza è stato possibile dare una valutazione sulla risposta del modello del CEM in ambiente diverso dall'Italia perché oltre al confronto con altri modelli di grandi centri di ricerca mondiale c'è stata la possibilità di confrontare i dati di output con le osservazioni registrate dai volisti.

E' risultato evidente che i modelli del Cem alle diverse risoluzioni soddisfano le richieste meteo per questo tipo di attività anche se in futuro sarà necessario implementare alcuni parametri fondamentali per il volo a vela e approfondire alcuni studi come ad esempio creare l'algoritmo per determinare l'altezza della base delle nubi.

Con i nuovi strumenti a disposizione del CEM (nuovo software progettato con linguaggio IDL) si potranno generare le sezioni verticali di alcuni parametri, ad esempio le velocità verticali, il parametro di Navier - Stokes che possono essere interessanti se si vogliono individuare le condizioni favorevoli per il salto idraulico.

Alessia Borroni

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