TGCOM News
HOME  >  Wikimeteo  >  Ricerca-Clima  >  Tropospheric Biennal Oscillation sull'Himalaya

Tropospheric Biennal Oscillation sull'Himalaya

03/11/2008

Abstract
With meteorological data from high altitude surface stations and gridded dataset from NCEP/NCAR Reanalysis, a biennial oscillation over the Eastern Highland Himalayas from 1980 to 1998 is described. This variability concerns air temperature, precipitation, geopotential and wind speed. Evidence is given on the connections between local data and large-scale circulation patterns. The most remarkable oscillating features are found during winter and, in general, the signals are particularly marked on the southern slope of the Himalayan Range. A possible mechanism is explained in terms of a periodicity in surface heat and moisture fluxes. Finally, the peculiarity of the region as a climatic change observatory is underlined.

Riassunto

Nell'ambito delle ricerche inerenti la variabilità interannuale del Monsone Asiatico, un argomento di grande interesse e molto studiato è la cosiddetta TBO (Tropospheric Biennal Oscillation), una oscillazione biennale di molti parametri meteorologici (come precipitazioni, pressione atmosferica e temperatura della superficie del mare) che si manifesta con grande puntualità sulle regioni indiane e pacifiche. Questo curioso fenomeno è legato alle interazioni su larga scala tra terra, mare e atmosfera, e molte sono le teorie che tentano di fornirne una spiegazione: alcune danno maggior rilievo alle anomalie della temperatura della superficie dei mari tropicali, altre attribuiscono maggior importanza ai processi legati allo stato del terreno, come il suo contenuto di umidità o la copertura nevosa. Nell'ambito del progetto Ev-K2-CNR, con l'ausilio dei dati biorari forniti da una stazione meteorologica di alta quota ubicata nei pressi del Laboratorio/Osservatorio Piramide del CNR (5030 m s.l.m, a un giorno di cammino dal campo base del Monte Everest), dei dati giornalieri di alcune stazioni meteorologiche del WMO dislocate sul Plateau Tibetano, e dei dati di "osservazione" forniti dai modelli (NCEP/NCAR Reanalysis), si è tentato di studiare la TBO sull'Himalaya orientale, il settore di maggior impatto del monsone estivo, nel periodo 1980-1998. L'oscillazione biennale si è manifestata nella temperatura dell'aria e nella velocità del vento durante i mesi invernali, e nelle precipitazioni e nell'altezza del geopotenziale anche durante il monsone estivo (giugno-settembre). Questo fenomeno è risultato particolarmente marcato nel periodo invernale, soprattutto nei valori di temperatura, e sul versante meridionale dell'Himalaya: durante gli anni dispari una anomalia nella tipica circolazione invernale (rare perturbazioni trasportate da intense correnti occidentali) provoca un maggior afflusso di aria umida e mite dall'Oceano Indiano verso la catena himalayana, portando quindi un maggior quantitativo di precipitazioni rispetto agli anni pari. Durante il monsone estivo successivo, l'alta pressione che si forma sopra il Plateau Tibetano, uno dei motori del Monsone Indiano, risulta leggermente più forte, quindi le piogge monsoniche sono più abbondanti sull'area del Monte Everest. I risultati di questi studi hanno permesso di supportare e di estendere alle alte quote uno dei possibili meccanismi della TBO, che viene qui spiegato in termini di periodicità nel riscaldamento del suolo, legata soprattutto alla più o meno estesa copertura nevosa, e nei relativi flussi di umidità.

Laura Bertolani (CEM), Massimo Bollasina (CEM), Gianni Tartari (IRSA-CNR)

articolo pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters, vol. 27, No. 15, Pages 2185-2188, August 2000

 

GLOSSARIO METEO

NotteMat. Pom. Sera T max T min
  • Oggi 27°15°
  • Domani 28°17°
  • Ven. 25 23°19°
  • Sab. 26 22°16°
  • Dom. 27 22°15°
METEO ONE CLICK

Le previsioni del tempo in Italia