Meteorological observations at high altitude in the Khumbu Valley, Nepal Himalayas, 1994-1999
Abstract
The main meteorological features of the area surrounding Mt. Everest (Khumbu Valley, Nepal Himalayas) were investigated by means of the dataset collected at the Pyramid Meteorological Station (5050 m a.s.l.) from 1994 to 1999. Particular attention was given to the characteristics of the summer monsoon season, whose mean onset and decay dates (12 June and 5 October, respectively) were identified. The predominant type of summer monsoon precipitation was drizzle, with sporadic more intense events from the late afternoon through the night. Active/break periods of the summer monsoon were identified and their large-scale characteristics were highlighted by means of daily global gridded data. Two different daily profiles were found within the Pyramid precipitation and wind direction records, depending on the level of activity of the summer monsoon circulation. Spectral analysis revealed the existence of a 5-day and a 10-day periodicity in the daily precipitation records associated to similar oscillations of the Tibetan High
Riassunto
L'obiettivo primario di questo studio, effettuato nell'ambito del Progetto Ev-K2-CNR, è quello di analizzare e descrivere il clima di alta quota nell'area del Monte Everest, una area remota le cui caratteristiche meteorologiche fino agli anni '90 sono state sempre indagate per mezzo di serie discontinue di dati, forniti per lo più da stazioni temporanee installate a quote inferiori a 4000 metri. Per descrivere le caratteristiche meteorologiche di questa zona, sono stati analizzati i dati orari forniti dalla stazione automatica chiamata "Piramide", installata nel 1990 dal CNR a pochi metri dall'omonimo Laboratorio/Osservatorio, e operativa in continuo dalla fine del 1993. Il Laboratorio e la stazione si trovano a 5030 m s.l.m, nella Khumbu Valley, la valle principale di accesso al Monte Everest dal versante nepalese, e a poche ore di cammino dal campo base. I dati registrati riguardano la temperatura dell'aria, l'umidità relativa, la pressione atmosferica, la radiazione solare, le precipitazioni, la velocità e la direzione del vento. Per descrivere la circolazione a larga scala sono stati utilizzati i dati grigliati giornalieri NCEP/NCAR Reanalysis. Lo studio ha permesso di mettere in evidenza le date medie di inizio e di fine del monsone estivo alle quote elevate (rispettivamente il 12 giugno e il 5 ottobre), di caratterizzare le precipitazioni estive (quasi sempre pioviggine, per lo più serale e notturna, ma con qualche rovescio pomeridiano legato all'attività convettiva), di descrivere la circolazione locale (dominata dalla brezza di valle, molto intensa e persistente anche di notte durante l'estate, sostituita da una più debole brezza di monte notturna nelle altre stagioni), di studiare le fasi attive e di quiescenza del monsone e i loro effetti alle alte quote, e di associare la periodicità delle precipitazioni (5 e 8-10 giorni) ad analoghe oscillazioni della cosiddetta Alta Tibetana, una ampia area di alta pressione, tra i principali motori del Monsone Indiano.
Massimo Bollasina (CEM), Laura Bertolani (CEM), Gianni Tartari (IRSA-CNR)
articolo pubblicato sulla rivista Bulletin of Glaciological Research, vol. 19, pages 1-11, 2002