TGCOM News
HOME  >  Wikimeteo  >  Ricerca-Ambiente  >  Energie rinnovabili in Italia : status quo e prospettive

Energie rinnovabili in Italia : status quo e prospettive

24/11/2008

Il crescente surriscaldamento del pianeta, provocato credibilmente dall'aumentata immissione di gas serra nell'atmosfera, è la sicura causa dell'attuale fase di instabilità del clima del globo. Non bisogna comunque alimentare ingiustificati - e talvolta interessati - allarmismi perché, anche se le immissioni di gas serra dovessero restare costanti nei prossimi decenni, occorrerebbero comunque almeno 50-100 anni per renderne insostenibili e catastrofiche le conseguenze sul clima. Però il problema non va nemmeno minimizzato, perché se non si interverrà sulle immissioni dei gas serra, i cambiamenti climatici potrebbero alla lunga (50-100 anni?) diventare irreversibili. Attualmente vi sono soltanto due strade per raffreddare il pianeta: la riduzione del consumo di petrolio (combustibili affini) o, meglio ancora, la sua sostituzione con altre fonti. Nella riduzione dei combustibili fossili oggigiorno si punta soprattutto sull'impiego di energie alternative. Per essere tali non debbono avere i difetti del petrolio e quindi debbono avere 3 irrinunciabili virtù: rinnovabili (ovvero inesauribili), presenti su quasi tutto il pianeta, non inquinanti. Quali fonti di energia oggi soddisfano tali requisiti? A priori, molte: solare, eolica, idrica, geotermica, da biomasse.

L'idrogeno invece non è una fonte di energia alternativa perché la sua produzione richiede il ricorso alle energie tradizionali. Il suo impiego comunque nelle metropoli risolverebbe però il grave problema dell'inquinamento urbano.

Esaminiamo pregi e difetti delle varie fonti rinnovabili che in Italia soddisfano attualmente il 7% circa del fabbisogno nazionale

1.Energia solare

L'energia solare può essere sfruttata sia per produrre acqua calda (solare termico) sia per ricavare elettricità mediante pannelli al Silicio (solare fotovoltaico) o mediante specchi che concentrino i raggi solari su una caldaia ove la liberazione di vapore sotto pressione alimenta poi una turbina (solare termodinamico, come il progetto ENEL per la centrale di Priolo in Sicilia). E' l'energia più ideale, in assoluto, perchè pulita al 100%, inesauribile, diffusa, con materia prima (la radiazione solare) a costo zero. Purtroppo però ha anche seri inconvenienti: richiede tecnologie molto sofisticate cosicché è ancora molto costosa ( 0.5 euro per produrre 1 kilowattora, a fronte di un costo di 0,025 euro per l'energia nucleare e di 0.05 euro per energia elettrica dal petrolio); i pannelli al silicio, hanno scarsa efficienza (catturano appena il 10% dell'energia solare) e, per di più, ormai hanno pochi margini di ulteriore perfezionamento tecnologico; ha un negativo impatto paesaggistico perchè richiede grandi superfici (prossimo a 1 km quadrato) per costruire una centrale da pochi megawatt e addirittura superfici di qualche decina di km quadrati per il solare termodinamico; il suo impiego in forma diffusa a livello domestico cozza contro problemi di manutenzione (chi andrà, almeno una volta alla settimana, sul tetto a rimuovere le polveri che si depositeranno sui pannelli?); è un'energia non programmabile perchè legata ai capricci del tempo per cui bisogna comunque disporre di un'altra energia in caso di un prolungato periodo con cielo nuvoloso o coperto. In Italia il solare contribuisce alle energie rinnovabili in maniera irrilevante (appena lo 0.5 %.). Prospettive di aumento? Modeste, sia perché troppo costosa sia perché la tecnologia dei pannelli solari, come detto, non promette significativi miglioramenti sia perché i grandi impianti incontreranno senz'altro l'opposizione delle comunità locali;

2. Energia eolica

Sfrutta l'energia del vento (però almeno superiore a 4 m/s), catturata da enormi pale montate su torri alte almeno 30-80 metri. Come l'energia solare, è pulita al 100%, inesauribile e con materia prima (il vento) a costo zero e, per di più, a differenza del solare, ha costi di produzione molto bassi (0.05 euro per kilowattora). Però anche l'eolica ha gravi difetti: le torri e la loro installazione hanno costi molto elevati; poca efficienza (l'energia del vento viene catturata solo in modestissima parte); funzionamento molto irregolare perchè legato, come il solare, agli umori del tempo (soltanto 1400 ore circa all'anno per le aree più ventose d'Italia) e quindi deve essere affiancata da altre forme di energia; non è un'energia diffusa come quella solare ma disponibile solo in alcune aree locali (Isole maggiori, Appennino tosco-emiliano); ha un forte impatto paesaggistico tanto che in Italia sono in molti ad invocarla (a parole) ma nessuno poi è disposto a realizzarlo sul proprio territorio (vedi la recente diatriba sull'eolico off-shore sul mare prossimo alle coste abruzzesi). Attualmente in Italia l'eolico dà un contributo modesto (appena al 2.6% di tutte le energie rinnovabili) e le prospettive di aumento non sono rosee viste le resistenze locali;

3. Energia geotermica

E' l'energia prodotta mediante le elevate pressioni esistenti nei vapori bollenti presenti nelle falde d'acqua profonde del sottosuolo e delle quali l'Italia è molto ricca in Lazio e Toscana. E' un'energia non influenzata dal tempo, con materia prima ( il vapore del sottosuolo) a costo zero. Ma anche qui c'è il risvolto della medaglia: la perforazione del sottosuolo con pozzi fino a grandi profondità è molto costosa; le falde di vapore sono soggette ad esaurimento (non è insomma un'energia rinnovabile, in senso stretto). L'Italia è il terzo paese mondiale produttore di energia geotermica la quale, nell'ambito delle energie rinnovabili dà un contributo del 9% circa e ha un costo di circa 0.07 euro per kilowattora. Ma, nota dolente, agli attuali ritmi di estrazione, le riserve nel nostro sottosuolo finiranno entro una cinquantina di anni;

4. Energia idroelettrica

Sfrutta la enorme pressione dinamica esercitata su una turbina dall'acqua raccolta in una diga. Ha il vantaggio di essere un'energia pulita, con materia prima (l'acqua) a costo zero, teoricamente inesauribile e con costi di produzione molto bassi (0.04 euro per kilowattora). Però le dighe hanno un negativo impatto ambientale perché i bacini sconvolgono gli equilibri ecologici, distruggono i boschi e le risorse faunistiche e deturpano il paesaggio. Per questi motivi l'energia idroelettrica ha poche prospettive di incremento (anche per mini-invasi) perchè fortemente avversata dalle comunità locali. Per di più nell'immediato futuro bisognerà fare i conti anche con gli ormai ricorrenti eventi di grave siccità sul Nord Italia. Nel nostro paese oggigiorno l'energia idroelettrica rappresenta il 58% circa delle energie rinnovabili in uso;

5. Energia da biomasse

Le fonti di energia da biomassa sono costituite da alcune sostanze di origine animale e vegetale (barbabietole da zucchero, colza, mais, il legno, i residui forestali, i rifiuti zootecnici e i rifiuti solidi urbani). Dalla fermentazione dei vegetali ricchi di zuccheri, come canna da zucchero, barbabietole e mais si può ricavare l'etanolo o alcool etilico che può essere utilizzato come combustibile per i motori a scoppio, in sostituzione della benzina. Dalle colture oleose (girasole, colza, soia) si può ottenere per spremitura il cosiddetto biodiesel. Oltre ai vegetali coltivati, anche i rifiuti vegetali (segatura dalle segherie, scarti dalla lavorazione del legno) e liquami di origine animale possono essere sottoposti a fermentazione anaerobica (la biomassa viene chiusa in un digestore nel quale si sviluppano microorganismi che con la fermentazione dei rifiuti generano il biogas). Le biomasse hanno molti pregi: presenti quasi ovunque e in grande quantità, facilità di stoccaggio, materie prime non troppo costose (però comunque non a costo zero, come per le altre energie rinnovabili), non producono gas serra e sono inesauribili. Però anche queste hanno dei limiti: costano un po' più dei combustibili fossili (0.08 euro per kilowattora) e, per le colture vegetali, sulle quali si fa più conto, sono richieste grandi superfici coltivate ( per soddisfare, ad esempio, le necessità energetiche della provincia di Lodi, bisognerebbe coltivare a barbabietole tutto il suo territorio). Quest'ultima limitazione è particolarmente penalizzante per l'Italia ove non esistono più aree da recuperare per usi agricoli. E comunque non si può pensare nel futuro della nostra nazione un'agricoltura finalizzata esclusivamente alla produzione di biocarburanti (vorremmo insomma seguitare a mangiare ancora i nostri saporiti prodotti ortofrutticoli e a bere i nostri eccezionali vini!). Va da sé quindi che in Italia anche le biomasse, che oggi rappresentano il 30% delle nostre energie rinnovabili, non potranno essere impiegate in maniera così intensiva da incidere in maniera significativa sulla nostra dipendenza energetica dai combustibili fossili.

Mario Giuliacci - Centro Epson Meteo

GLOSSARIO METEO

NotteMat. Pom. Sera T max T min
  • Oggi 27°15°
  • Domani 28°17°
  • Ven. 25 23°19°
  • Sab. 26 22°16°
  • Dom. 27 22°15°
METEO ONE CLICK

Le previsioni del tempo in Italia