Allo scopo di analizzare la performance dei diversi modelli fisico-matematici utilizzati quotidianamente per formulare le previsioni del tempo sull'Italia, sull'Europa e sul Mondo, da diverso tempo presso il Centro Epson Meteo si effettua una approfondita operazione di verifica della qualità dell'output dei modelli, che consente di identificare le aree in corrispondenza delle quali le previsioni meteorologiche risultano meno attendibili, di evidenziare la tipologia dell'errore, di comprenderne l'origine e di monitorarne l'evoluzione nel tempo. Tale analisi viene effettuata seguendo due metodologie. La prima, effettuata solo sul dominio italiano, si basa sul confronto "a vista" fra la situazione osservata (ricavata utilizzando immagini del satellite meteorologico, immagini radar, radiosondaggi e dati di stazioni a terra) e la situazione prevista per i prossimi tre giorni. La seconda prevede invece un confronto in automatico fra alcuni parametri previsti per i prossimi 4-7 giorni (altezza del geopotenziale, umidità relativa, temperatura, direzione e velocità del vento a tutti i livelli) e gli stessi campi provenienti dall'inizializzazione del modello. In particolare, per evidenziare la presenza di errori sistematici e per identificare le aree con errori più ampi, per ciascun parametro esaminato vengono disegnate delle mappe che riportano il valore medio dell'errore relativo (il cosiddetto bias) e quello dell'errore assoluto. Tali valori sono inoltre calcolati, unitamente all'errore quadratico medio, su aree medie predefinite, che comprendono alcune porzioni del dominio europeo e, per il modello globale, anche le tre bande longitudinali 0-30°N, 30-60°N, 60-90°N.

Banda 30-60°N: andamento nel tempo (asse x, numero di ore) e con la quota (asse y, pressione) dell'errore medio relativo dell'umidità relativa (%) nel mese di agosto 2004.

Banda 30-60°N: andamento nel tempo (asse x, numero di ore) e con la quota (asse y, pressione) dell'errore medio relativo dell'altezza del geopotenziale (metri) nel mese di agosto 2004.
Per l'analisi delle precipitazioni, parametro non presente nell'inizializzazione del modello, si effettua un confronto con i dati giornalieri grigliati derivati dalle stime dei satelliti (NOAA CPC Morphing Technique, dati noti come "CMORPH") e con i dati giornalieri grigliati derivati dalle osservazioni a terra effettuate dalle stazioni meteorologiche distribuite su tutto il globo (CPC Real Time Gauge Analysis). Anche in questo caso vengono disegnate delle mappe che mettono in evidenza le aree in cui le precipitazioni sono correttamente previste, e quelle in cui la previsione risulta errata. Inoltre, su aree predefinite e con diverse soglie di precipitazione, si calcolano degli indici (es. Probability of Detection, False Alarm Ratio, Bias Ratio, Equitable Threat Score, ecc.) che consentono di evidenziare, ad esempio, l'abilità o la scarsa "sensibilità" del modello, nel prevedere gli eventi estremi, oppure la sua tendenza a sovrastimare o sottostimare determinate classi di precipitazione.
Laura Bertolani