In Italia si verificano in media 8-10 trombe d'aria all'anno. Le trombe d'aria sono una specie di appendice della nubi temporalesche, dalla cui base si allungano fino al suolo con la caratteristica forma ad imbuto. Le condizioni meteorologiche nelle quali maturano le terribili vorticose trottole sono quelle stesse che favoriscono lo sviluppo di temporali di forte intensità, che qui di seguito riassumiamo.
Aria molto calda e molto umida, stagnante al suolo da più giorni (in genere diretta conseguenza di un’ondata di caldo legata alla presenza dell’anticiclone africano). In estate tali condizioni si riscontrano molto più spesso in Val Padana perché qui la scarsa ventilazione e la forte evaporazione dalla ricca vegetazione favoriscono appunto, più che altrove, condizioni di caldo umido;
Arrivo di aria abbastanza fresca atlantica al suolo, o, meglio ancora, solo a quote superiori a 1500-2000 metri. Infatti si può dimostrare che la presenza simultanea di aria calda e umida negli strati prossimi al suolo e di aria fredda (e quindi anche più secca) alle quote superiori fornisce la condizione ottimale perché si abbia il massimo “tiraggio” ovvero perché si inneschino intensi moti verticali ascendenti di origine convettiva. Le forti velocità verticali fanno sì, a loro volta, che l’umidità condensata nell’unità di tempo risulti notevole cosicché sarà notevole anche il calore - da condensazione - immesso nell’unità di tempo nella massa d’aria calda in ascesa, la quale pertanto riceve una spinta esplosiva verso l’alto (velocità ascensionali superiori a 20 m/s). Per di più l’elevata umidità al suolo assicura che sia disponibile in loco abbastanza “materia prima” per alimentare e tenere in vita tali forti correnti ascendenti. Insomma, in tali condizioni, la nube temporalesca in formazione non solo sarà percorsa da violenti correnti ascendenti ma si estenderà notevolmente in altezza. E quanto più la nube temporalesca si spinge in altezza, tanto più è violenta. L’arrivo di aria fresca al di sopra dell’aria calda e umida stagnante al suolo si verifica abbastanza frequentemente in Val Padana, proprio perché la barriera alpina lascia valicare, per prime, solo le masse d’aria fresca atlantica che scorrono a quote superiori a 1500-2000 metri;
Presenza in quota di correnti a curvatura ciclonica e da sudovest, perché in questo caso alle correnti verticali ascendenti di origine convettiva si sommano quelle di origine dinamica.
In Italia in media si verifica un migliaio di temporali all'anno (per lo più concentrati in estate) e ma di questi solo il 10% circa assume carattere violento. Tra quelli violenti, a sua volta, solo il 10% circa dà luogo a una tromba d'aria.
Nelle trombe d'aria "nostrane" di solito il vorticoso mulinello ha una dimensione orizzontale di 50-150 metri, con venti che ruotano intorno al centro del mulinello alla velocità di 100-150 km/ora, mentre l'imbuto si sposta insieme alla nube temporalesca alla velocità di circa di 30-40 km/ora, percorrendo in media 5-10 km con una durata di vita di 10-15 minuti (per maggiori dettagli si veda il glossario). I temporali "nostrani" hanno quasi sempre una struttura "multicellulare" ovvero all'interno della nube temporalesca convivono in genere simultaneamente tre cellule: una nella fase di estinzione e dalla quale discendono forti e fredde correnti discendenti; una nella fase matura e nella quale tutti i fenomeni assumono la massima intensità (pioggia a scroscio, venti forti, grandine) e dalla quale si distacca, talvolta, il cono della tromba d'aria; una terza in fase di iniziale sviluppo, percorsa da deboli o moderate correnti calde ascendenti. Il ciclo di vita della singola cellula è di circa 10-15 minuti, e questo spiega perché anche le trombe d'aria hanno una simile durata. Va da sé che l'aria calda e umida risucchiata al suolo in loco deve alimentare simultaneamente tutte tre le cellule che convivono all'interno del temporale. Ma in alcuni temporali violenti esiste un'unica cellula ("temporali a supercellula") cosicché tutta l'energia termica della corrente calda ascendente va ad alimentare tale cellula la quale, per tal motivo, sarà percorsa da velocità verticali di eccezionale violenza e raggiungerà altezze notevole (oltre 15 km). I temporali a supercellula sono abbastanza frequenti negli USA ove infatti le trombe d'aria hanno in genere effetti molto più disastrosi di quelle nostrane e prendono il nome di Tornado. In particolare nei tornado il mulinello al suolo ha un diametro dell'ordine di 500-700 metri, i venti ruotano intorno al centro del vortice a velocità in genere superiore a 200-300 km /ora (in un caso è stato stimato un valore di circa 450 km/h), durano più di 30-40 minuti e percorrono in media più di 30 km. Come si vede tali caratteristiche sembrano però molto simili a quelle riscontrate nella tromba d'aria che sabato 7 luglio ha colpito il settore nordest della provincia di Milano. Da ciò si può arguire che la tromba d'aria in questione fosse presumibilmente un tornado. Eventi di tali violenza in Italia negli ultimi 30 anni sono stati osservati solo altre due volte.
La frequenza dei temporali violenti si è accresciuta nel corso dell'ultimo decennio a causa del surplus di energia termica collegata al sensibile surriscaldamento subito dal pianeta. Vi è pertanto da temere che nel futuro anche la frequenza delle trombe d'aria sulla nostra penisola sia destinata ad aumentare.

Mario Giuliacci