I numerosi temporali che si sono sviluppati in Italia negli ultimi giorni hanno riportato alla ribalta il fenomeno dei fulmini, anche perché purtroppo le cronache ci hanno raccontato di alcune vittime, soprattutto tra i turisti che affollano le nostre montagne, ma in qualche caso anche tra i bagnanti in spiagge e piscine. Cerchiamo di capire qualcosa di più riguardo questo fenomeno naturale. Innanzitutto, che cos’è un fulmine? Senza addentrarci troppo nelle fisica, possiamo spiegare lo sviluppo di questa intensa scarica elettrica come l’attrazione tra la carica negativa della base di una nube temporalesca e la carica opposta indotta nel terreno sottostante. Una volta creato il percorso che unisce la nube al suolo (la scarica guida), si scatena il fulmine così come lo possiamo osservare. Si tratta del cosiddetto lampo principale, che sale dal suolo verso la nube a oltre 40.000 chilometri al secondo e che riscalda fino a 10.000 o 15.000 gradi il canale di atmosfera che attraversa.
Quello descritto è classico fulmine tra nube e terra, ma non sono rari anche i fulmini tra nube e nube, che quindi non raggiungono il suolo.
Come abbiamo visto il fulmine ha sempre origine da una nube temporalesca (il cumulonembo). Non è quindi possibile che si scateni un fulmine con il cielo sereno; quello che invece può accadere in rari casi è che un fulmine che nasce da un cumulonembo segua una traiettoria obliqua, scaricandosi anche a una distanza di 10 km o più, in una zona cioè dove il cielo potrebbe essere sgombro da nuvole sulla verticale; ma ad un attento osservatore non sfuggirebbe la vicina nube temporalesca, anche perché questi cumulonembi hanno perlomeno un’altezza di 6/7000 metri!
Nonostante l’enfasi che è stata data agli incidenti accaduti questa estate, in media in Italia le vittime provocate da fulmini non superano una ventina all’anno. E’ comunque senz’altro utile ribadire i consigli su come comportarsi durante un temporale, al fine di ridurre il rischio di incorrere in un incidente, che anche se non mortale, potrebbe comunque lasciare serie conseguenze.
Le previsioni del tempo ci danno una prima importante informazione circa la possibilità di sviluppo di temporali in una certa zona. E’ molto importante poi, durante una gita o un’escursione, prestare attenzione agli eventuali cambiamenti delle condizioni del tempo, particolarmente rapidi in estate in montagna. L’instabilità è riconoscibile dalla crescita (magari già in mattinata) di nubi a sviluppo verticale, che potrebbero generare di lì a qualche ora dei temporali. La distanza di un temporale si può calcolare contando i secondi che intercorrono tra la vista del lampo e il rumore del tuono (ogni 3 secondi corrispondono a un chilometro circa). In caso si venga colti da un temporale, la cosa migliore da fare è rifugiarsi in un edificio; in mancanza di un rifugio, anche l’automobile offre una buona protezione. Bisogna evitare di stare in ampi spazi aperti, dove si farebbe da catalizzatore di eventuali scariche. Evitare anche di stare sotto ad alberi isolati; in un fitto bosco la probabilità di essere colpiti invece è più bassa. Tutti gli oggetti in metallo o che si protendono verso l’alto possono attirare i fulmini (attrezzi da lavoro, canne da pesca, mazze da golf, ecc.). Punti pericolosi sono anche le creste montuose e, ovviante, le pareti attrezzate con scalette e catene di ferro. Nei casi estremi, la posizione più sicura è accovacciati, con i piedi uniti e possibilmente isolati dal terreno (magari usando uno zaino); infatti la corrente attraversa per lunghi tratti il suolo. Molto pericoloso è stare nell’acqua, che è un ottimo conduttore di elettricità. Infine, in casa, è buona regola staccare le antenne e stare lontani dalle apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Flavio Galbiati